Argentina-Corte Usa, è braccio di ferro: negata proroga per pagare i creditori

di Redazione Blitz
Pubblicato il 27 Giugno 2014 1:00 | Ultimo aggiornamento: 27 Giugno 2014 1:01
Argentina-Corte Usa, è braccio di ferro: negata proroga per pagare i creditori

Axel Kicillof, ministro dell’Economia argentino (Foto LaPresse)

NEW YORK – L’Argentina dovrà pagare i creditori nei tempi stabiliti. Mentre Buenos Aires avvia le procedure per onorare i suoi obblighi nei confronti dei creditori che hanno aderito al concambio, depositando i fondi necessari per pagare entro il 30 giugno, il giudice americano Thomas Griesa nega la proroga per trattare con gli hedge fund, respingendo la richiesta ”non appropriata” di uno stop temporaneo per il pagamento dei fondi speculativi.

Una decisione che apre di fatto un nuovo capitolo nella ‘saga’ della crisi del debito dell’Argentina. Buenos Aires ”paga” afferma il presidente Cristina Fernanzed de Kirchner su Twitter, allegando una nota in cui il governo argentino precisa:

”un default volontario non è contemplato nella legge, sarebbe contrario all’ordine pubblico e sarebbe una violazione del prospetto del debito. Il pagamento si realizza in virtù della decisione sovrana della Repubblica Argentina”.

Una sfida quindi alla sentenza americana, che impone a Buenos Aires di pagare contemporaneamente gli hedge fund e i creditori che hanno accettato il concambio.

”Non è nei nostri piani fare default”,

ha affermato il ministro dell’economia Alex Kicillof, volato nelle ultime ore a New York per intervenire all’Onu da dove ha parlato di ‘fondi avvoltoi’ che vogliono spingere il paese al default. Kicillof ha criticato il poco tempo a disposizione per raggiungere un accordo con i fondi speculativi:

“le trattative non possono essere completate in tre giorni”.

Kicillof ha messo anche in guardia sull’impatto dell’attuazione della sentenza americana, che innescherebbe richieste di pagamenti e cause per 120 miliardi di dollari, ovvero molto di più delle riserve in valuta estera della banca centrale argentina. La sentenza del giudice Griesa, confermata dalla Corte Suprema americana, indica che l’Argentina deve pagare per intero gli hedge fund che non hanno accettato lo swap se vuole pagare, entro il 30 giugno come previsto, i creditori che invece lo hanno accettato.

Buenos Aires e gli hedge fund hanno avviato contatti per raggiungere un’intesa, ma un accordo sembra ancora lontano. La richiesta di sospensione temporanea del pagamento agli hedge fund e’ definita da Griesa ”non appropriata”.

E ora le opzioni a disposizione dell’Argentina si riducono ulteriormente. I fondi per il pagamento sono depositati in parte presso la Bank of NY Mellon, che potrebbe non procedere nel rispetto della giustizia americana.

La scadenza del 30 giugno non è comunque strettamente vincolante: l’Argentina ha a disposizione un periodo di grazia di 30 giorni per onorare i suoi obblighi, un periodo durante il quale puo’ trattate con i fondi speculativi.

Gli hedge fund si impegnerebbero, secondo indiscrezioni, a usare i tempo disponibile per trattare una soluzione comune affinché venga assicurato il pagamento del debito ristrutturato entro il 30 luglio se le trattative avranno ”fatto progressi”. Lo spettro del default quindi resta sullo sfondo.