“Artisti lavoratori non essenziali”: il sondaggio di Singapore che fa discutere

di redazione Blitz
Pubblicato il 18 Giugno 2020 14:08 | Ultimo aggiornamento: 18 Giugno 2020 14:08
"Artisti lavoratori non essenziali": il sondaggio di Singapore che fa discutere

“Artisti lavoratori non essenziali”: il sondaggio di Singapore che fa discutere (Foto Ansa)

SINGAPORE  –  “Gli artisti non sono lavoratori essenziali”: a pensarla così il 71% delle persone intervenute ad un sondaggio a Singapore. Sondaggio che presto ha fatto il giro del mondo. 

In tempi di coronavirus l’opinione lanciata dallo Straits Times ha visto, come ci si poteva aspettare, al primo posto tra i lavori ritenuti essenziali quelli di medici e infermieri.

A seguirli, altre professioni che non hanno conosciuto crisi con il Covid-19: addetti alle pulizie, netturbini, venditori ambulanti e fattorini. 

Ma alla domanda su quali fossero i lavori essenziali è seguita quella su quali fossero i lavori non essenziali. Ed è qui che è emerso come il campione di residenti di Singapore sentito pensi senza esitazione che quello artistico è un settore di cui si potrebbe fare a meno. 

Gli artisti sono infatti considerati i lavoratori meno essenziali tout court, seguiti dai telemarketer, dai social media manager/PR, dai consulenti aziendali e dai responsabili delle risorse umane.

Il sondaggio, pubblicato il 14 giugno, ha subito scatenato molte polemiche e non solo a Singapore. 

L’editoriale: “Senza artisti Singapore deserto culturale”

A riguardo sul quotidiano online è stato pubblicato anche un editoriale in cui l’estensore, Tommy Kohn, rettore del Tembusu College dell’Università di Singapore, contraddice l’opinione prevalente. 

“Gli abitanti di Singapore oggi godono di una vita culturale ricca. Ci sono molte performance di musica, danza, teatro e cinema tutto l’anno. Abbiamo musei e gallerie di rilievo mondiale. I nostri artisti producono opere notevoli. Gli abitanti di Singapore dovrebbero ricordare che l’alta qualità della vita culturale di cui godono è resa possibile proprio dai lavoratori del settore artistico”.

E conclude: “Durante il lockdown molti abitanti di Singapore si sono mantenuti attivi mentalmente leggendo libri, ascoltando musica, guardando film e show in tv e ascoltando concerti online. Non è corretto definire gli artisti lavoratori non essenziali. Senza di loro Singapore sarebbe un deserto culturale”. (Fonte: The Straits Times)