Assunzioni, imprese contro il decreto dignità: “Una su tre non rinnoverà i contratti a tempo”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 13 dicembre 2018 7:00 | Ultimo aggiornamento: 12 dicembre 2018 14:04
Assunzioni, imprese contro il decreto dignità: "Una su tre non rinnoverà i contratti a tempo"

Assunzioni, imprese contro il decreto dignità: “Una su tre non rinnoverà i contratti a tempo”

ROMA – Con riferimento al Decreto Dignità, il 30% delle imprese” del settore metalmeccanico “non rinnoverà, alla data di scadenza, i contratti a tempo determinato in essere”. Lo afferma Federmeccanica presentando i dati della sua Indagine congiunturale sull’Industria Metalmeccanica.

Sono circa 53.000 le persone che dal 1° gennaio 2019 non potranno essere riavviate al lavoro dalle Agenzie per il Lavoro perché raggiungeranno i 24 mesi di limite massimo per un impiego a tempo determinato. E’ l’effetto della circolare del Ministero del 31 ottobre che ha considerato compresi nelle nuove misure anche i lavoratori con contratti stipulati prima dell’entrata in vigore della legge di conversione del Decreto Dignità.

A questo proposito è illuminante l’intervista di Roberto Rho di Repubblica a Roberto Reffo, figlio del fondatore e titolare dell’azienda “La Meccanica” di Cittadella in provincia di Padova: “Qui in Veneto i tecnici per l’industria manifatturiera sono difficilissimi da trovare. Li andiamo a cercare ancor prima del diploma, con l’alternanza scuola-lavoro. Proviamo ad attirare la loro attenzione, a convincerli che la fabbrica non è più brutta e sporca come quella dei loro padri, zii e nonni. Li inseriamo con la somministrazione e i contratti a termine, li affianchiamo ai nostri collaboratori più esperti, li facciamo crescere e, nella stragrande maggioranza dei casi, dopo un paio di rinnovi li assumiamo […]

Ora credo che dovrò perlomeno dimezzare la quota di contratti a termine. Torniamo indietro di vent’anni, quando avremo bisogno di un tecnico ci toccherà portarlo via all’azienda vicina. Per noi un aggravio di costi, per i giovani del nostro territorio un’occasione di lavoro in meno”.