Assunzioni di precari nella sanità pugliese, Vendola: “Un bolscevico come Draghi mi dà ragione”

Pubblicato il 8 Novembre 2010 17:56 | Ultimo aggiornamento: 8 Novembre 2010 20:17

Nichi Vendola

Sulla stabilizzazione dei precari ”un bolscevico pericoloso come Mario Draghi mi dà ragione. Ma appunto è un bolscevico”. Lo ha detto il presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, rispondendo ironicamente a Bari ai giornalisti che gli chiedevano se l’osservazione del governatore della Banca d’Italia sul precariato desse una mano o fosse un ostacolo alla situazione creatasi con il governo a proposito del piano di rientro dal deficit della sanità pugliese.

Uno degli ostacoli maggiori alla firma del piano di rientro è infatti la richiesta del governo alla Regione Puglia di bloccare la prevista ‘internalizzazione’ di servizi sanitari oggi affidati a società esterne, con la conseguente assunzione da parte delle Ausl pugliesi di alcune migliaia di dipendenti di quelle società.

Draghi nei giorni scorsi aveva indicato come necessaria la prospettiva di una stabilizzazione dei rapporti di lavoro. ”Sarà commissariata anche Bankitalia”, ha poi continuato Vendola, insistendo sul livello ironico e riferendosi alle possibili conseguenze sulla sanita’ pugliese qualora il Piano di rientro sanitario della Regione non venga firmato entro il 15 dicembre prossimo.

”Del resto – ha spiegato Vendola – piuttosto che impostare la questione delle internalizzazioni in modo ideologico, ho chiesto al governo ed al ministro Tremonti di fare le verifiche per vedere se producevano un costo supplementare o se prospettavano una qualche forma di risparmio. Indipendentemente dalle questioni di legalità, che in un Paese come questo hanno una certa attinenza perché se ci sono lavoratori a rischio di controllo mafioso vanno liberati, speravo ci potesse essere anche un monitoraggio duro ed implacabile delle operazioni che avevamo messo in campo e invece, evidentemente, vale la disputa ideologica. E oggi un bolscevico pericoloso come Mario Draghi mi dà però ragione”.