Asta Bce, richieste per 529,5 mld di euro: attese battute

Pubblicato il 29 Febbraio 2012 11:43 | Ultimo aggiornamento: 29 Febbraio 2012 12:08

ROMA – Altri 530 miliardi alle banche europee, un’altra boccata di ossigeno dalla Bce, altro denaro fresco per sventare la crisi finanziaria e magari rimettere in circolo la benzina per far crescere l’economia reale, concedere prestiti, mutui e permettere alle banche di non pensare solo a se stesse e ricominciare a fare il proprio mestiere.  L’asta della Banca centrale europea ha superato le attese degli analisti, quasi un successo. Le banche dell’eurozona hanno chiesto 529,5 miliardi di euro alla Banca Centrale Europea nella seconda maxi-asta di rifinanziamento a 3 anni dell’Eurotower, ad un tasso dell’1%. L’ammontare richiesto è risultato in rialzo dai 489 miliardi chiesti nella prima asta di dicembre. Le banche ora potranno dedicarsi non solo a finanziare le misure di ricapitalizzazione imposte dall’Eba, ma potranno finalmente, si spera, allentare la morsa del credit crunch, che di fatto impediva alle imprese di sostenere i loro sforzi per rilanciare la loro competitività. E anche sul fronte mutui, forse gli spread imposti dagli istituti di credito scenderà: solo a gennaio, in Italia, la contrazione della richiesta di mutui è stata del 44%. Lo spread tra Btp e bund tedesco ha già cominciato a scendere.

Comunque si tratta di una cifra record e ben superiore alla stima media di una richiesta di liquidità per 470 miliardi. A Francoforte si sono presentate 800 banche dell’eurozona mentre all’appuntamento di dicembre erano state in 523.  L’asta ha superato dunque le aspettative, evitando il flop. Gli analisti avevano fissato a 400 miliardi di euro la soglia critica dell’asta. Un successo, nonostante le stime degli analisti avessero fissato a 600 miliardi di euro la soglia per il successo dell’asta. Certamente ha pesato anche la decisione di Mario Draghi e dei suoi collaboratori alla banca centrale di far accedere all’asta praticamente tutti: sono stati abbassati i requisiti imposti ai collateral, cioè la garanzia per ottenere il prestito, utilizzando anche titoli con rating molto bassi. L’unico bond non idoneo è quello greco, per cui le banche elleniche non hanno potuto esibire quel collateral per presentarsi all’asta.