Auto aziendali, tassa azzerata. Sulla plastica quasi. +3% di Ires ai concessionari tipo Autostrade

di Redazione Blitz
Pubblicato il 5 Dicembre 2019 11:53 | Ultimo aggiornamento: 5 Dicembre 2019 11:53
Auto aziendali, tassa azzerata. Sulla plastica quasi. +3% di Ires ai concessionari tipo Autostrade

Auto aziendali, praticamente azzerata la tassa nella manovra di bilancio

ROMA – Arriva una “Robin tax” sui titolari di concessioni (tipo Autostrade per intenderci), quasi azzerata la tassa sulle auto aziendali e si riduce del 70% la “plastic tax”. Dopo settimane di tavoli di maggioranza e ipotesi, cambia la legge di bilancio. Nelle ore in cui alla Camera viene posta la fiducia sul decreto fiscale, il governo tenta uno sprint per portare in Aula la manovra lunedì prossimo, in una corsa contro il tempo che non scongiura il rischio del via libera finale solo tra Natale e Capodanno.

Lo fa presentando un emendamento unico alla manovra composto da una ventina di misure per un totale di 1,7 miliardi. Per coprire lo stop alle “microtasse” si fa ricorso a una clausola di salvaguardia che farebbe aumentare di circa 900 milioni le accise sulla benzina nel 2021. I nodi politici però restano. Italia Viva storce il naso sulla Robin tax e chiede l’abolizione totale della tassa sulla plastica e anche della sugar tax, che potrebbe subire modifiche alla Camera.

A Montecitorio, intanto, prende la sua forma definitiva il decreto fiscale, su cui giovedì sera si voterà la fiducia e che verrà “blindato” al Senato. Resta la riduzione della polizza Rc auto, con l’applicazione della classe di merito più favorevole a tutti i componenti di ciascuna famiglia. Quanto al 730, resta lo slittamento da luglio a settembre della scadenza ma non ci sarà l’allargamento della platea dei contribuenti.

+3% di Ires sui titolari di concessioni

La novità principale è l’aumento del 3% per tre anni dell’Ires sul reddito complessivo netto dei concessionari. La misura, voluta dal Pd, è destinata a far discutere, anche perché si applica anche ad Autostrade, mentre è in corso l’istruttoria per la revoca della concessione (con la spinta del M5s e una posizione più fredda del Pd). L’aumento dell’Ires sostituisce la stretta sull’ammortamento che era previsto per i soli concessionari autostradali.

Ed è una sorta di “Robin tax” che destina i 647,1 milioni stimati nel 2020 (369,8 mln nel 2021 e 2022) a migliorare le infrastrutture e combattere il degrado sociale. L’aumento scatta per chi gestisce porti, aeroporti (esprime “preoccupazione” Assaeroporti), autostrade, lo sfruttamento di acque minerali, la produzione di energia elettrica, le ferrovie, le frequenze radio tv e telefoni. Sono salvi i balneari e le concessioni petrolifere.

Quasi azzerata la tassa sulle auto aziendali

C’è poi il quasi azzeramento, con solo un milione di incasso nel 2020, della tassa sulle auto aziendali: non solo slitta a luglio e si applica alle nuove immatricolazioni, ma si articola in 4 fasce in base alle emissioni. I mezzi in fringe benefit concorreranno al reddito per il 25% per le auto più ecologiche mentre si arriverà al 60% per quelle che più inquinanti. Infine, la plastic tax: si dimezza l’imposta, a 50 centesimi al chilo, e si escludono i prodotti che contengono plastica riciclata, tutti i contenitori di medicine e dispositivi medici. (fonte Ansa)