Autostrada Brebemi aperta, ma nessuno la percorre: pochi cartelli e costa di più

di Redazione Blitz
Pubblicato il 10 settembre 2014 12:25 | Ultimo aggiornamento: 10 settembre 2014 12:26
Autostrada Brebemi aperta, ma nessuno la percorre: pochi cartelli e costa di più

Autostrada Brebemi aperta, ma nessuno la percorre: pochi cartelli e costa di più

MILANO – Corsie vuote, pochi cartelli e decisamente più costosa della sua alternativa. L’autostrada Brebemi, 60 chilometri di asfalto a 3 corsie per ogni senso di marcia che collegano Brescia e Milano, rimane deserta dopo l’inaugurazione dello scorso 23 luglio. Cinque anni di lavoro per consegnarla ai pendolari, che visto il costo di 10,50 euro contro i 7,10 della “rivale” A4 Milano-Venezia, sono subito tornati alla vecchia strada.

Massimiliano Del Barba sul Corriere della Sera scrive:

“C’è chi sostiene sia colpa del costo, fuori linea rispetto alla media dei competitor: 15 centesimi al chilometro contro i sette di Autostrade per l’Italia, il che porta a una spesa di 10.50 euro contro i 7,10 del tracciato alternativo.

O, forse, che sia colpa del tracciato stesso il quale, pur con tutta la buona volontà delle opere collaterali che le stanno sorgendo attorno, a dispetto del nome, non collega Brescia a Milano, ma la sua provincia occidentale con Liscate, venti chilometri di provinciali per raggiungere l’aeroporto di Linate, nessun parcheggio scambiatore per montare in metro e arrivare nel centro di Milano e, per il momento, un vuoto infrastrutturale laddove dovrebbe sorgere la Teem, la tangenziale esterna di raccordo con l’Autosole che potrebbe portare un 15% di traffico in più. Oppure ancora — polemica recente — potrebbe essere l’effetto della penuria di segnaletica stradale che dovrebbe accompagnare lo sperduto automobilista verso i caselli: compito in capo a Province e Comuni, anche se Brebemi assicura che entro fine mese ne saranno installati 15 mila”.

Il calo di ingressi potrebbe essere dovuto, spiegano i privati che l’hanno costruita, alle ferie di agosto e alla chiusura delle aziende, ma per i costruttori resta un problema, spiega Del Barba:

“È presto per giudicare, dicono dalla società guidata dal presidente di Unioncamere Lombardia, Francesco Bettoni, e controllata da Intesa Sanpaolo e gruppo Gavio: c’è stato di mezzo agosto, le ferie, la chiusura di fabbriche e degli uffici, il generalizzato calo del traffico pesante. E poi l’atteggiamento certo non accomodante di Autostrade per l’Italia, che sul suo tracciato ha esposto un maxi cartello che paragona costi e tempi di percorrenza (indovinate chi perde)”.

La Brebemi spa, creata da Bettoni nel 1999, scrive sul suo sito:

“«La nuova autostrada  avrà flussi giornalieri pari a circa 40 mila veicoli all’apertura e quasi 60 mila veicoli a regime». In realtà le previsioni sono state riviste al ribasso, portando i valori teorici stimati per il 2015 attorno ai 22 mila veicoli per poi raggiungere a regime i 48 mila. «Faremo un bilancio quando le cifre saranno consolidate — taglia corto Bettoni — per ora dico solo che i volumi di traffico sono in crescita». Dopo un agosto tentennante, quando si è scesi a 12 mila veicoli al giorno, nella prima settimana di settembre si sarebbero sfiorate le 20 mila vetture giornaliere. Non così lontano dall’obiettivo 2015, dunque”.

E ora la società chiede aiuto allo Stato:

“Brebemi ha presentato un piano di riequilibrio economico al governo, che vale 497 milioni, lamentando (anche) la diminuzione delle previsioni di traffico e chiedendo sgravi fiscali oltre a un allungamento della concessione. Anche su questo punto è scoppiata la polemica: ma come, Brebemi non doveva essere un’autostrada senza un euro di contributo pubblico? «Guardi — è la replica Bettoni — si vede che diamo fastidio a molti. Tanti nemici, tanto onore. Noi l’autostrada l’abbiamo fatta per il territorio»”.