Banca Carige. Effetto Malacalza (+10,2% in Borsa) che apre a nuove alleanze

di Redazione Blitz
Pubblicato il 3 Marzo 2015 13:16 | Ultimo aggiornamento: 3 Marzo 2015 13:16
Banca Carige. Effetto Malacalza (+10% in Borsa) che apre a nuove alleanze

Banca Carige. Effetto Malacalza (+10% in Borsa) che apre a nuove alleanze

ROMA – Banca Carige. Effetto Malacalza (+10,2% in Borsa) che apre a nuove alleanze. La borsa festeggia l’ingresso in forze dei Malacalza nel capitale di Banca Carige. I titoli dell’istituto ligure, di cui la famiglia genovese rileverà il 10,5% del capitale dalla Fondazione, sono andati letteralmente a ruba (+10,23% alla chiusura di ieri) tra scambi intensissimi, con 444 milioni di titoli passati di mano, pari al 4,37% del capitale.

Il blitz di un investitore dalla reputazione solida e dalle spalle larghe (Vittorio Malacalza, la riscossa delle palanche”) è piaciuta sia ai vertici di Carige, che potrà affrontare con più serenità la ricapitalizzazione in arrivo, sia alle istituzioni locali. Il presidente della banca, Cesare Castelbarco Albani, ha espresso “soddisfazione” per l’ingresso dei Malacalza e ha detto che “l’apporto delle loro notevoli competenze a livello imprenditoriale sarà fondamentale per il futuro del gruppo”.

Per il sindaco di Genova Marco Doria “la scelta di un grande gruppo imprenditoriale con solide basi nel nostro territorio garantisce solidità pur senza escludere in prospettiva ipotesi di future aggregazioni”. In un’intervista alla Stampa, Vittorio Malacalza si ritaglia il ruolo di “socio industriale”, promette di sottoscrivere l’aumento ma definisce la sua “un’operazione inclusiva” senza “preclusioni” nei confronti di chi “volesse essere della partita”.

“Vogliamo giocare un ruolo, ma siamo pronti a fare i secondi azionisti” o “i terzi” senza però “paura di restare da soli”, al punto da definire “una possibilità” un aumento della quota fino al 24%. Certo che i valori a cui Banca Carige è risalita (0,072 euro) hanno spento l’interesse di Andrea Bonomi, da tempo in trattativa per l’acquisto della quota della Fondazione.

A questi prezzi il dossier è stato accantonato ma non è escluso che in futuro, a valutazioni per Investindustrial più ragionevoli, se ne possa tornare a parlare. In ogni caso un portavoce del gruppo ha smentito che ci sia Bonomi dietro il 4,6% detenuto in Carige da Ubs, in gran parte oggetto di prestito titoli. In vista del rafforzamento da 700 milioni all’esame della Bce (il verdetto è atteso a metà mese) si vedrà se altri investitori decideranno di scommettere su Carige, “ripulita” dagli esami dell’Eurotower, e prendere posizione accanto ai Malacalza, ai francesi di Bpce (9,9%) e alla Fondazione (4,8%). Anche perché la trasformazione delle popolari in spa promette di riaccendere il risiko bancario, con l’istituto genovese tra i candidati a convolare a nozze.

L’ingresso dei Malacalza (che grazie al balzo del titolo in borsa hanno già “guadagnato” quasi 7 milioni di euro) ha ridato fiato alla Fondazione Carige, che potrà usare i 66 milioni incassati dalla cessione della quota per ripianare i propri debiti e conserverà comunque un presidio in cda, indicando uno dei componenti delle futura “lista Malacalza”.