Telefono mobile. Operazioni bancarie con un sms, in Africa ma non in Italia

di Maria Elena Perrero
Pubblicato il 16 Giugno 2011 8:41 | Ultimo aggiornamento: 16 Giugno 2011 10:20

ROMA – Fare operazioni bancarie semplicemente dal telefono cellulare: pagamenti, bonifici, estratti conto e molto altro. Quello che in gergo si chiama “mobile banking” in Africa è ormai un’azione quotidiana.

Stupirà probabilmente gli italiani: la loro scarsa propensione all’innovazione tecnologica, grazie a resistenze di natura sindacale, è dimostrata dallo scarso interesse non solo al mobile banking, ma anche all’altra forma relativamente meno recente di home banking, la internet banking, cioè eseguire operazioni bancarie stando comodamente connessi al proprio personal computer.

Certo, la condizione in cui i clienti africani eseguono le proprie operazioni di home banking è ben diversa da quella dei loro omologhi italiani. Come scrive il Wall Street Journal, nel continente oltre il Mediterraneo il telefono cellulare serve per colmare la mancanza di uffici e sportelli sul territorio.

Basta andare in un supermercato, dare alla commessa i soldi che si vuole accreditare sul proprio conto e l’operazione sarà fatta, con il risultato visibile sul proprio cellulare.

Dalla Standard Bank, la maggiore banca africana, alla First National Bank, sono molti gli istituti che offrono la possibilità di effettuare accrediti, bonifici, pagamenti e altre operazioni semplicemente con il proprio cellulare.

Un mercato in espansione in conseguenza della diffusione sempre maggiore dei telefonini in Africa: basti considerare che, come ricorda il Wall Street Journal, nel continente si è passati da neppure cento milioni di abbonati nel 2005 ad oltre 333 milioni nel 2010, con una crescita costante e graduale.

Soltanto in Sud Africa le sottoscrizioni di abbonamenti offerte dalle quattro maggiori banche del Paese sono cresciute del 21 per cento tra luglio del 2009 e giugno 2010. Con il risultato che le imprese finanziarie stanno sviluppando sempre di più i servizi telefonici per raggiungere i clienti un tempo irraggiungibili.

Quello che stupisce, come si nota dall’articolo del WSJ, è che in Africa le operazioni di mobile banking sono molto diffuse soprattutto tra le classi meno agiate, anzi, detto chiaramente, stanno riscuotendo un grande successo tra gli abitanti delle bidonville.

Standard Bank, in particolare, offre ai propri clienti contratti senza costi mensili, la possibilità di accedere gratuitamente – dal proprio cellulare, ovviamente – ai dati del proprio conto corrente e, in caso tutto questo non bastasse, dà anche la possibilità di partecipare ad un concorso per vincere fino a 600mila rand, l’equivalente di 61.500 euro circa. Non solo: la Standard ha anche prodotto un cellulare a basso costo basato sulla breve distanza tra i clienti e la loro banca.

Dal loro debutto un anno fa, sono oltre 8300 i “negozi bancari” aperti da Standard in tutto il continente, ed entro la fine del 2011 l’istituto intende portare il numero totale a 10mila negozi, concentrati soprattutto nelle periferie del Sud Africa. Per trovare nuovi cliente Standard ha anche assunto agenti di commercio locali con il compito di andare a cercarli porta a porta.

Il bacino di utenti che fa gola alle banche è di 15 milioni di persone, che al momento non dispongono ancora di un conto bancario: secondo la Banca Africana dello Sviluppo solo il 20 per cento delle famiglie africane dispone infatti di un conto corrente.

Per rendersi conto dell’importanza che può rivestire la rivoluzione innescata dal mobile banking si pensi che fino ad oggi per trasferire i soldi ci si serviva, in Africa, dei taxi: all’autista che eseguiva il trasporto veniva dato il 10 per cento della somma. E questo in tutti i Paesi del continente, compreso il più ricco Sud Africa.

Nel suo ultimo rapporto, la Banca Africana dello Sviluppo ha stimato che la fascia di coloro che spendono in media tra i 2 e i 10 dollari al giorno è cresciuta negli ultimi anni fino ad arrivare a quota 300 milioni, secondo un trend giù visto in Cina e India.

Anche la Western Union ha fatto un accordo con M-Pesa, azienda che fa parte della compagnia di telecomunicazioni keniota Safaricom, per effettuare trasferimenti di denaro in altre parti del mondo semplicemente per mezzo di sms. I clienti che hanno scelto questo tipo di transazioni sono già 14 milioni.