Banca d’Italia taglia stime crescita Pil 2015: +0,4% (contro +1,3%)

di Redazione Blitz
Pubblicato il 19 Gennaio 2015 13:04 | Ultimo aggiornamento: 19 Gennaio 2015 13:04
Banca d'Italia taglia stime crescita Pil 2015: +0,4% (contro l'1,3%)

Banca d’Italia taglia stime crescita Pil 2015: +0,4% (contro l’1,3%)

ROMA – Banca d’Italia taglia stime crescita Pil 2015: +0,4% (contro +1,3%). Il 2015 segna un’inversione di rotta per l’economia italiana, che dovrebbe registrare un pil finalmente positivo, anche se con una crescita limitata allo 0,4%. La previsione arriva dalla Banca d’Italia, che allinea così le sue stime a quelle elaborate in autunno dai principali istituti e organismi internazionali, dall’Fmi all’Ue, lontane da quelle più ottimistiche dell’estate, quando Via Nazionale indicava ancora un +1,3% per il pil 2015.

Dal contesto internazionale segnali poco incoraggianti . Ma da allora l’incertezza geopolitica è aumentata, la deflazione è divenuta reale in molte zone di Eurolandia e dall’Estremo Oriente arrivano segnali poco incoraggianti: dal Giappone al rallentamento della Cina. Il calo repentino del petrolio negli ultimi mesi sicuramente aiuterà la ripresa, così come le attese misure di politica monetaria della Bce, ma le incertezze restano ancora alte per il pil e anche per l’occupazione, la cui ripresa permane fragile nonostante i segnali positivi dell’estate scorsa sull’aumento degli occupati. Le aspettative delle imprese circa l’evoluzione della domanda di lavoro nei primi mesi del 2015 continuano a essere negative.

Bassa inflazione. In questo contesto per l’Italia, la Banca d’Italia stima che la variazione dell’indice dei prezzi al consumo sarebbe marginalmente negativa quest’anno (-0,2%), risentendo in larga misura del forte calo delle quotazioni del petrolio. Rimarrebbe comunque al di sotto dell’ 1% anche nel 2016, precisamente allo 0,7%. L’allarme deflazione appare evidente e perciò diventa “cruciale l’intensità della ripresa degli investimenti” per contrastare le variabili negative.

L’analisi della Banca d’Italia rileva inoltre che il consolidamento di bilancio resta un obiettivo essenziale, anche se si dà atto al Governo che con la Legge di Stabilità, ha  adeguato il ritmo dell’azione di risanamento dei conti pubblici al quadro congiunturale. E questo, viene riconosciuto dai tecnici della banca centrale italiana, contribuisce a evitare un prolungamento della fase recessiva. Inoltre l’attività economica dell’Italia nel biennio 2015-2016 “verrebbe sostenuta” anche  dall’orientamento espansivo della politica monetaria oltre che dalle misure disposte nella legge di bilancio che riducono il cuneo fiscale“.

L’impatto sul Pil delle misure per la crescita. Più in generale le misure espansive varate (il sostegno alle famiglie e la riduzione del cuneo fiscale a carico delle imprese appunto) avrebbero un impatto positivo sul Pil pari a circa lo 0,8% nel prossimo biennio. Nei prossimi due anni, insomma, la ripresa dovrebbe consolidarsi così come si dovrebbe assistere ad una graduale ripresa dei consumi. Secondo il bollettino economico, infatti, questi ultimi “acquisirebbero gradualmente vigore, per effetto della ripresa del reddito disponibile” in parte connessa con le misure adottate per il bonus a sostegno dei redditi medio-bassi.

I consumi delle famiglie sarebbero saliti dello 0,3% nel 2014 per poi mettere a segno un +0,9% sia quest’anno sia il prossimo.     Dei dati Bankitalia arriva dall’opposizione una lettura negativa, con FI che accusa il Governo di non aver cambiato rotta mentre dal Pd si sottolinea come malgrado il quadro di incertezza la luce in fondo al tunnel potrebbe non essere lontana.