Economia

Banca d’Italia, Visco: “Non siamo in deflazione, ma la ripresa è ancora incerta”

Banca d'Italia, Visco: "Non siamo in deflazione, ma la ripresa è ancora incerta"

Ignazio Visco (Foto LaPresse)

ROMA – “Non siamo in deflazione, ma la ripresa appare ancora debole e incerta“. Ignazio Visco, governatore della Banca d’Italia, lo ha detto durante il convegno Assiom-Forex la mattina dell’8 febbraio. Visco rassicura che l’Italia non è in deflazione, ma l’attuale livello di inflazione “non è desiderabile” e che per la ripresa occorre “contrastare la disinflazione”. 

Parlando della ripresa, il governatore della Banca d’Italia ha detto che appare “ancora debole e incerta“, spiegando che a preoccupare è il tasso di disoccupazione che “ha raggiunto un livello prossimo al 13%, il doppio di quello prevalente prima della crisi” e ai massimi delle serie storiche disponibili.

Visco ha spiegato che “il sistema finanziario deve riguadagnare, anche da noi, la fiducia del pubblico, erosa dagli eccessi che, generati sopratutto in altri paesi, hanno portato a una crisi globale dai costi enormi”.

Importante è ridurre il carico fiscale, spiega Visco: “La riduzione del carico fiscale sui fattori della produzione, accompagnata da tagli selettivi di spesa che riducano gli sprechi e per da interventi colti a rendere più efficiente l’amministrazione pubblica, può essere determinante per la capacità del sistema di affrontare i cambiamenti necessari”. Inoltre per Visco i “meccanismi di sostegno al reddito” dovranno tutelare le esigenze dei lavoratori espulsi dai processi produzione.

L’economia italiana dovrebbe essere crescita “di qualche decimo di punto percentuale” nel quarto trimestre del 2013, mentre per il 2014 la previsione è per una crescita “dell’ordine di tre quarto di punto”, ha aggiunto il governatore della Banca d’Italia, che “non esclude” un intervento “ambizioso” per una bad bank di sistema oltre agli interventi privati in corso che vanno “nella giusta direzione”.

Le banche e la finanza non devono far “mancare il finanziamento a chi lo merita e partecipa al rischio”, spiega Visco, per poter “continuare il sostegno all’economa reale”.

L’accelerazione dell’aggiustamento dei conti pubblici, dopo anni di rinvii prima della crisi, “è giunta nel momento più difficile; ha avuto inevitabili effetti prociclici; ma ha risposto all’esigenza di evitare il peggio”.

Il governatore della Banca d’Italia sollecita poi le riforme, sottolineando che “ancora stenta” l’attuazione delle riforme decise per rendere più favorevole all’attività di impresa il contesto istituzionale e normativo.

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