Banca Intesa vende 1,5% di Pirelli ma resta tramite Camfin

di Redazione Blitz
Pubblicato il 7 marzo 2014 6:29 | Ultimo aggiornamento: 7 marzo 2014 8:15
(foto LaPresse)

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MILANO – Intesa Sanpaolo fa spazio in Pirelli agli investitori istituzionali offrendo la sua quota dell’1,5% e incassando 89,3 milioni di euro. Non è un addio vero e proprio perché la banca resta nella Bicocca tramite Lauro 61 che ne controlla il 26,193 per cento ma tiene fede alle promesse del ceo Carlo Messina di dismettere nell’arco del suo piano le partecipazioni non bancarie da Alitalia a Telecom passando per Rcs a Risanamento e Ntv.

Il collocamento, attraverso un accelerated bookbuilt offering curata da Banca Imi e Ubs, si è chiuso in poche ore. I 7 milioni di azioni Pirelli sono stati ceduti al prezzo 12,48 euro per azione (lo stesso prezzo di chiusura di Borsa di oggi) con un contributo positivo in termini di utile netto su base consolidata per Intesa Sanpaolo di circa 55 milioni.

Una dismissione che rientra nell’ambito del piano di razionalizzazione del portafoglio della banca e che segue infatti le recenti cessioni delle quote Sia e Generali. La dismissione di queste quote rientra nell’ambito del piano di razionalizzazione del portafoglio della banca.

Dopo il riassetto azionario e lo scioglimento del patto di sindacato, il presidente Marco Tronchetti Provera ha disegnato per Pirelli un modello di azienda ad azionariato diffuso e sempre piu’ internazionale. A fine anno Unipol aveva liquidato la propria quota pari all’1,85%, e prima di Natale anche Generali aveva fatto altrettanto con la sua quota mentre i Benetton avevano giocato d’anticipo collocando un bond exchangeable che, se le obbligazioni verranno tutte convertite alla scadenza, li vedrà tra due anni liberarsi del 3,03% e restare con l’1,57 per cento.

Di contro hanno acquistato peso gli investitori esteri, Harbour Fund che ha rilevato il 3,944% dal Leone e ancor prima era entrato (maggio 2012) Ruane Cunnif & Goldfarb con il 2,3%. ”In Pirelli – ha ricordato recentemente Tronchetti – abbiamo gia’ il 43% del capitale in mano agli investitori istituzionali esteri, nel 2009 erano al 16%, negli ultimi due anni sono passati dal 26 al 43%, gran parte del capitale di Pirelli e’ in mano a fondi istituzionali esteri: hanno fiducia in noi”.

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