Visco: “Necessario ridurre spesa e tasse”

Pubblicato il 31 Maggio 2012 10:41 | Ultimo aggiornamento: 31 Maggio 2012 11:57

ROMA – Per l’Italia il 2012 sarà ”un anno di recessione. La ripresa potrà esseri solo verso la fine dell’anno”: lo ha detto il governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco. Le cause, ha spiegato il governatore, sono le incertezze finanziarie e le “drastiche, pur se indispensabili, misure di correzione del bilancio pubblico. In scenari non troppo sfavorevoli la caduta del prodotto può essere contenuta intorno all’1,5%.  Per Visco ”Tirarci fuori dallo stretto passaggio che attraversiamo impone costi a tutti. Sono costi sopportabili se ripartiti equamente e con una meta chiara”. Ma ”il percorso non sarà breve”.

Troppe le tasse per il risanamento dei conti, secondo il governatore: ”Si è pagato il prezzo di un innalzamento della pressione fiscale a livelli oramai non compatibili con una crescita sostenuta. L’inasprimento non può che essere temporaneo”. Ma per Visco sono necessari sia lotta all’evasione si il taglio delle spese.

Il governatore, dopo aver accennato al peso della tasse, sostiene che ”la sfida ora si sposta: occorre trovare oltre a più ampi recuperi di evasione, tagli di spesa che compensino il necessario ridimensionamento del peso fiscale”.   Visco spiega che ”se accuraetamente identificati e ispirati a criteri di equità, i tagli non comprometteranno la crescita; potranno concorrere a stimolarla se saranno volti a rimuovere inefficienze dell’azione pubblica, semplificare i processi decisionali, contenere gli oneri amministrativi. I margini disponibili per ridurre il debito anche con la dismissione di attivita’ in mano pubblica vanno utilizzati pienamente”.

”La politica, ha detto Visco, deve assicurare la prospettiva di un rinnovamento profondo che coltivi la speranza, vada incontro alle aspirazioni delle generazioni più giovani. La società italiana non può non confrontarsi con un mondo cambiato che non concede rendite di posizione”.

Secondo il governatore, le banche italiane devono cambiare l’attuale modello di crescita della redditività e devono intervenire ”sul costo del lavoro”, le ”remunerazioni” dei vertici, la rete delle filiali e il numero dei componenti dei cda che nei primi 10 gruppi vede ”1136 cariche”. ”La gestione delle banche deve essere corretta e, dove emergono incongruenze devono essere cambiati i vertici”. Secondo Visco”deve essere avviata la collaborazione con l’autorità giudiziaria”.

Sulle riforma strutturali l’Italia ”ha già conseguito importanti risultati”. E’ stato ”aperto un vasto cantiere i cui lavori vanno proseguiti con energia accresciuta e visione ampia, dall’istruzione alla giustizia, alla sanità”.

Il Paese ”può chiedere uno sforzo finanziario aggiuntivo ai suoi imprenditori, perché rafforzino il capitale delle loro imprese nel momento in cui viene loro assicurata una semplificazione dell’ambiente normativo in cui operano. Ne beneficeranno investimenti, produzione e migliorerà il rapporto con le banche”.

Per quanto riguarda l‘Unione Europea, secondo Visco l’Europa ”stenta sulla crescita economica” e i processi decisionali ”sono ancora ancora lenti e farraginosi” e per questo ”serve un cambio di passo”. Se fosse uno stato federale l’area dell’euro non avrebbe allarmi ma ”una unione politica ancora non c’è”.