Banca d’Italia, i nomi in pole per il dopo Draghi

Pubblicato il 16 Maggio 2011 20:31 | Ultimo aggiornamento: 16 Maggio 2011 20:39

Mario Draghi (foto Lapresse)

ROMA – Se per Mario Draghi la strada sembra spianata verso la presidenza della Banca centrale europea, inizia la corsa per definire il suo successore nella carica di governatore della Banca d’Italia. Cresciute mano a mano che le quotazioni di Draghi prendevano quota, le voci sui possibili candidati si sono fatte sempre piu’ insistenti.

Allo stato attuale cosi’ i nomi ‘esterni’ che circolano sono quelli dell’attuale direttore generale del Tesoro Vittorio Grilli, del componente del board della Bce Lorenzo Bini Smaghi che, con ogni probabilita’, dovra’ lasciare il suo incarico a Francoforte all’arrivo di Draghi a favore di un esponente della Francia e di Mario Monti.

Quest’ultimo pero’ di recente ha dichiarato di non essere ne’ candidato ne’ disponibile per tale incarico. Soluzioni ‘interne’ tuttavia, come nella tradizione dell’istituzione da sempre orgogliosa delle sue prerogative, non possono essere scartate e potrebbero cosi’ dare chance a due figure di ‘peso’ quali il direttore generale di Via Nazionale Fabrizio Saccomanni, 68 anni, da sempre in Banca d’Italia che puo’ vantare una profonda conoscenza dell’istituzione e del panorama economico e bancario italiano o al vice Ignazio Visco, apprezzato e brillante economista, allievo di Federico Caffe’, capo servizio studi della Banca e poi capo economista all’Ocse.

Grilli, bocconiano nato a Milano nel 1957 e con una carriera universitaria negli Stati Uniti (professore a Yale) e in Gran Bretagna e’ stimato dalla comunita’ finanziaria e bancaria nazionale e a livello internazionale. Dal suo team e’ arrivata l’idea del fondo Ue salva Stati. Ma Grilli ricopre anche da oltre vent’anni incarichi statali di alto livello (al Tesoro e alla Ragioneria dello Stato) ed e’ ben conosciuto dalla politica dalle cui polemiche tuttavia si e’ sempre astenuto, Negli ultimi anni tuttavia il rapporto con il ministro Giulio Tremonti si e’ fatto piu’ stretto, fattore che potrebbe crearli qualche difficolta’. Lorenzo Bini Smaghi, fiorentino 54 anni, e con studi all’estero in Belgio e Stati Uniti ha compiuto un’esperienza lavorativa di 11 anni in Banca d’Italia, un passaggio al Tesoro e poi dal 2005 l’approdo alla Bce. Di recente ha preso fortemente posizione per il rigore dei conti dei paesi europei e contro la finanza speculativa.

Anche Bini Smaghi vanta una buona reputazione a livello internazionale. La nomina del governatore, secondo la legge, e’ disposta dal presidente della Repubblica ma la proposta spetta al premier dopo una deliberazione del consiglio dei ministri e il parere del consiglio superiore della Banca d’Italia. L’arrivo di Draghi alla Bce rappresenta l’ennesima conferma del grande prestigio e importanza della carica nonostante la riforma del 2005, nata dopo le dimissioni di Antonio Fazio, introduce un mandato a termine per il governatore e maggiore collegialita’.