Banche/ “Commissione massimo scoperto”. Fatta la legge, trovato l’inganno

di Riccardo Panzetta*
Pubblicato il 27 maggio 2009 14:54 | Ultimo aggiornamento: 27 maggio 2009 14:54

Occhio al fido bancario, perchè la commissione di massimo scoperto è tornata. Dalla finestra, in silenzio. Nonostante il Parlamento abbia provveduto a riformarne l’applicazione nel gennaio di quest’anno, le banche hanno provveduto a riproporla in versione rivista e corretta.

Come funziona la commissione? La banca concede un fido bancario, ad esempio per 100.000 euro, sotto forma di scoperto di conto corrente. In altre parole, la banca permette di andare in rosso sul conto per un ammontare pari al fido. Sullo scoperto, la banca pratica un tasso d’interesse a debito, ad esempio del 10 per cento all’anno, che va corrisposto ogni sei mesi. In più, viene chiesta anche una “commissione di massimo scoperto”, motivata dal fatto che l’istituto di credito si impegna a mettere disposizione l’importo del fido concesso, utilizzabile senza preavviso.

È una somma di denaro che le banche addebitano al cliente, calcolata sul limite massimo di utilizzo del fido concesso. Ovvero se si utilizza il fido per un solo giorno, andando in rosso sul conto corrente, si paga una percentuale su quanto è stato utilizzato. Questo meccanismo, che ha garantito alle banche incassi miliardari per anni, è stato ritoccato a seguito dell’intervento della Banca d’Italia, dell’associazione dei consumatori e dell’Antitrust: oggi è possibile applicare la commissione solo se il cliente supera l’importo del fido concesso per più di trenta giorni. E non può essere applicata se non c’è un fido.

Questa regola è stata inserita nei nuovi contratti. Per i vecchi le cose sono diverse perchè le banche hanno deciso di introdurre la commissione a chi va in rosso senza avere il fido.

L’Aduc, associazione di consumatori che promette un’interrogazione parlamentare, chiede l’intervento del ministro dell’Economia Tremonti e denuncia: «Tutti si stanno adeguando. Certo il nome è diverso, ma la sostanza non cambia. Così le limitazioni imposte dalla legge non contano più perchè non si parla di “massimo scoperto” ma di altre voci». Il Credito bergamasco ha introdotto, ad esempio, una “indennità per lo sconfinamento”; la Cassa di risparmio di Firenze, lo “scoperto di conto”; Intesa San Paolo, una “commissione per scoperto”.

*Scuola superiore Giornalismo Luiss