Banche, Tesoro le immunizza dalle perdite sui Btp e congela i derivati

di Redazione Blitz
Pubblicato il 21 Ottobre 2013 13:30 | Ultimo aggiornamento: 21 Ottobre 2013 13:31
Banche, Tesoro le immunizza dalle perdite sui Btp e congela i derivati

Banche, Tesoro le immunizza dalle perdite sui Btp e congela i derivati

ROMA – Banche, Tesoro le immunizza dalle perdite sui Btp e congela i derivati. Dopo la rivalutazione delle loro quote in Banca d’Italia, dopo la spalmatura delle perdite sui crediti ( deducibili a fini Irap in cinque anni contro i 18 mesi attuali), la Legge di Stabilità fa un altro favore alle banche, sterilizzando il rischio Italia nelle loro operazioni in derivati collegati ai titoli di Stato (Btp).  Alleggerire l’esposizione creditizia delle banche nelle operazioni in strumenti derivati per favorire un collocamento più agevole ed economico dei Titoli di Stato. E’ quanto prevede la bozza della manovra secondo cui si prevede la prestazione di garanzie bilaterali per gestire i rischi conseguenti alle operazioni in derivati. La misura può avvenire “mediante movimentazione della liquidità sul conto di tesoreria”.

Ci si adegua così ”ai nuovi orientamenti regolamentari del settore finanziario” come raccomandato anche dall’Fmi mentre, ”essendo la prestazione di garanzia bilaterale, anche la controparte bancaria è tenuta ad aprire un analogo deposito presso la Tesoreria dello Stato e in tal modo l’attività in derivati della Repubblica viene a essere immunizzata dal rischio di controparte”. La nuova regolamentazione, si legge, ha ”portato all’introduzione per le banche di nuovi requisiti patrimoniali a fronte dell’esposizione creditizia sugli strumenti derivati e all’obbligo di aderire a controparti centrali”. Nella bozza si ricorda come ”gli strumenti di deposito a breve utilizzati per prestare la garanzia sono analoghi a quelli delle operazioni di tesoreria” e che la misura ”proposta non comporta minori entrate rispetto all’ordinaria operatività di tesoreria anzi, presumibilmente, potrebbe produrre un differenziale positivo di interessi attivi”.

Bisogna fare un passo indietro perché tutti capiscano. Il Tesoro, anche per stabilizzare i flussi delle emissioni a tasso variabile, ha acceso dagli anni ’90 derivati per circa 160 miliardi. Come controparti ha le maggiori banche “specialiste” in Btp: Banca Imi (Intesa Sanpaolo), Bnp Paribas, Citigroup, Credit Suisse, Deutsche Bank, Goldman Sachs, Jp Morgan, Morgan Stanley, Nomura, Rbs, Ubs, Unicredit. Si tratta in gran parte di“swap”: contratti in cui l’Italia scambia tassi fissi con variabili. Purtroppo la dinamica dei tassi, azzerati nella crisi finanziaria per far fluire il denaro, ha mandato in perdita molti di quei contratti. Da elaborazioni diRepubblica e Financial Times sui soli dati ufficiali, una dozzina di derivati del valore di 31 miliardi, rinnovati nel 2012, generava in giugno 8,1 miliardi di minusvalenze di mercato. (Andrea Greco, La Repubblica)