Banche, forse alcuni obbligazionisti rimborsati. Ma…

di redazione Blitz
Pubblicato il 4 Dicembre 2015 17:20 | Ultimo aggiornamento: 4 Dicembre 2015 19:56
Banche, forse obbligazionisti rimborsati delle perdite

(Foto di repertorio)

ROMA – Gli obbligazionisti di Banca Marche, Banca Popolare dell’Etruria, Carife e CariChieti potrebbero essere rimborsati delle perdite. Almeno questo è quello a cui potrebbe portare un subemendamento del Pd al decreto legge “salva-banche”, che prevede la creazione di un fondo apposito per risarcire i piccoli risparmiatori penalizzati dal decreto stesso. Si tratta di coloro ai quali la banca ha venduto azioni e obbligazioni in cambio di prestiti o mutui. Azioni e obbligazioni che col fallimento della banca perdono tutto il loro valore, lasciando il risparmiatore in mutande.

I soldi del fondo, da 120 milioni di euro, dovrebbero arrivare dai ricavi della valorizzazione degli asset passivi delle quattro banche confluiti nella bad bank. Di questi 120 milioni, 80 dovrebbero essere a carico del sistema bancario. In questo modo verrebbero rimborsate parzialmente le perdite stimate tra i 300 e i 350 milioni di euro.

Il Fondo di solidarietà andrebbe a beneficio di semplici investitori, imprenditori individuali, imprenditori agricoli o coltivatori diretti che hanno sottoscritto strumenti finanziari subordinati emessi dalle quattro banche in questione.

Per accedere al Fondo gli investitori devono essere “al dettaglio” e devono aver subito, come diretta conseguenza della liquidazione delle banche o dell’applicazione di misure di ristrutturazione, risanamento o risoluzione, perdite patrimoniali tali che li hanno messi in “condizioni di indigenza o comunque di vulnerabilità economica o sociale”. Insomma, che li hanno davvero resi poveri.

Banca Marche, Banca Popolare dell’Etruria, Carife e CariChieti sono state salvate da un decreto legge varato dal governo Renzi il 22 novembre. Alcuni dei correntisti di queste banche erano stati invitati a sottoscrivere prodotti subordinati degli istituti, ad alto rischio. E adesso hanno perso tutto. La legislazione europea prevede che nel caso che una banca fallisca siano gli obbligazionisti e i correntisti con conti sopra i 100mila euro a pagare. Per evitare questo è arrivato il decreto salva banche, che però salva i correntisti e non gli obbligazionisti, che verrebbero invece tutelati da questo subemendamento.

Tra gli investitori che hanno perso tutto, forse persino duecentomila, ci sono persone come Liliana, che ha raccontato la propria storia a Repubblica: 

“Sono Liliana di Arezzo, scusi se disturbo le scrivo per far si che non passi inosservato l‘esproprio autorizzato domenica 22 novembre nei confronti di noi risparmiatori che avevamo creduto in banche del territorio. Io e mio fratello abbiamo fatto un investimento con obbligazioni subordinate a detta della banca sicure, e con un buon andamento”. Quando le cose hanno cominciato a precipitare “ci siamo informati se era il caso di rimanere o meno con Etruria e ci hanno rassicurato dicendo che la banca era sottoposta a controllo commissariata e che sarebbe mai fallita…”.