Banche Le tre big italiane alla prova dei conti più difficili

Pubblicato il 15 Marzo 2010 12:00 | Ultimo aggiornamento: 15 Marzo 2010 12:00

da: Corriere della Sera

Il peggio è passato, ma la notte non è finita. Il 2009, l’ anno terribile nella storia recente del credito (non solo) di casa nostra, è pronto ad andare in archivio. Domani, martedì 16, Unicredit, la più grande banca italiana, presenterà i conti. Venerdì 19, toccherà a Intesa Sanpaolo, il gruppo con il maggior numero di sportelli in Italia. Il panorama sarà completato dal Monte dei Paschi di Siena giovedì 25 marzo. Nel giro di 10 giorni, insomma, si saprà. Con il ritardo necessario per realizzare complicate elaborazioni e qualche intervento di maquillage le tre big del credito italiano presenteranno a soci e azionisti i numeri che compongono i bilanci da far approvare dalle assemblee del prossimo mese. Emergenza finita Le banche sono rappresentate dai numeri, ma rappresentano il potere. Gli intrecci azionari si infittiscono, a cascata. Il rinnovo dei consigli di Intesa, Mediobanca e Generali sviluppano un sistema di pesi e contrappesi che parte dalla contemporanea presenza di Francesco Gaetano Caltagirone in Mps e in Generali e arriva alle rappresentanze industriali in Mediobanca, passando per le fondazioni, prime azioniste di Unicredit e Intesa, a loro volta – e a diverso titolo – azioniste di Generali, mentre la compagnia triestina ha in tasca il 5 per cento di Intesa. Un rompicapo. Dal punto di vista industriale le banche italiane sono uscite dallo stato comatoso in cui versavano poco più di un anno fa, quando il 9 marzo 2009 toccarono i minimi di Borsa e tutto appariva incerto. Da allora per tutte le banche la Borsa ha riservato soddisfazioni: c’ è chi ha raddoppiato le quotazioni, chi le ha quadruplicate… Ma sono magre soddisfazioni se si allarga il periodo di osservazione. Prima dell’ inizio della bufera, nel maggio 2007, quando ancora si pensava a consolidare il…

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