Mutui e fidi in cambio di polizze e obbligazioni: il baratto…in banca

di Warsamé Dini Casali
Pubblicato il 23 Dicembre 2011 12:13 | Ultimo aggiornamento: 23 Dicembre 2011 13:05

ROMA – Baratto in banca? Sì, con la crisi di liquidità tutto è diventato possibile. Anche che gli istituti di credito propongano ai clienti irrituali do ut des per incrementare la raccolta di capitale soprattutto a breve. “Dai quartieri generali ci stanno col fiato sul collo per piazzare prodotti che danno commissioni immediate ed entrano nelle trimestrali di cassa”, confessa alla Stampa il direttore di una piccola filiale di una grande banca di Torino. Come dire: ti concedo il mutuo o il fido, a patto che tu sottoscriva una polizza. Polizze copertura rischi, polizze finanziarie, obbligazioni a 2, 3, 5, 10 anni. Non è un ricatto solo perché le banche sono costrette a concedere un tasso di interesse del 4% quando solo prima dell’estate offrivano al massimo fino al 2,70%.

La tendenza, incoraggiata dai vertici, si è diffusa in modo “sistemico”, arriva a dire il presidente dei costruttori di Brescia. La categoria subisce pesantemente la crisi almeno dal 2008, soprattutto a causa dei rigorosi patti di stabilità che impediscono a Comuni ed enti locali di finanziare opere pubbliche. Con il risultato che molte imprese non riescono a pagare nemmeno le tredicesime. D’altra parte, le banche non sanno più cosa inventarsi per raccogliere capitale. I vincoli imposti dall’Eba non facilitano la situazione, anzi. Non si spiegano, altrimenti, richieste di questo tipo: “Ti accordo il fido ma fammi la cortesia di non usarlo”. Quel “castelletto” invece serve, eccome, specie con i ritardi mostruosi con cui la Pubblica Amministrazione onora i suoi impegni.

La situazione generale è nota: rispetto dei requisiti patrimoniali (15 miliardi di aumento di capitale), necessità di sostenere i titoli del debito pubblico con lo spread alle stelle, 100 miliardi di sofferenze a bilancio, 130 miliardi di bond bancari in scadenza. Il risultato è sotto gli occhi di chiunque frequenti uno sportello: fidi e mutui impossibili da ottenere se non a tassi elevatissimi. La banca non può che scaricare sul cliente i prezzi di saldo con cui cerca di attirare investitori istituzionali e banche estere. Si spera che la cascata di denaro liquido ottenuta all’1% dalla Bce rimuova parte dei problemi. Anche perché la misura è servita per consolidare la posizione delle banche e, soprattutto, per consentire loro di fare il proprio mestiere, prestare soldi a famiglie e imprese. Altro che baratti.