Banche, risparmiatori alla Leopolda nonostante “no” questura

di redazione Blitz
Pubblicato il 11 Dicembre 2015 19:45 | Ultimo aggiornamento: 11 Dicembre 2015 19:45
Banche, risparmiatori alla Leopolda nonostante "no" questura

(Foto Ansa)

ROMA – I risparmiatori coinvolti nel quasi-crack delle quattro banche salvate dal governo Renzi (Banca Etruria, Banca Marche, Cassa di risparmio di Ferrara e Cassa di risparmio di Chieti) non si piegano di fronte alla questura di Firenze, che ha negato loro l’autorizzazione a manifestare di fronte alla ex stazione Leopolda, dove si terrà nel fine settimana la sesta edizione della kermesse renziana. Il Comitato “Vittime del salva banche”, spiega Viola Contursi su Huffington Post, si presenterà puntuale domenica 13 dicembre alle 10 in via il Prato 42, a 500 metri dalle ex stazione fiorentina.

E a Renzi rivolgono un appello attraverso il volantino che sponsorizza la manifestazione: “Caro Renzi, il gruppo la invita ad ascoltare le testimonianze di chi ha perso tutto a causa del decreto salva-banche. Ci contiamo”.

Spiega Viola Contursi su Huffington Post:

“Inizialmente questi rappresentanti dei circa 130mila risparmiatori che hanno perso i propri risparmi nel salvataggio di Banca Marche, Banca Etruria, Carife e Carichieti, avevano chiesto di poter manifestare nel piazzale proprio davanti l’ingresso del “tempio” del renzismo. “La questura di Firenze – raccontano – ha negato l’autorizzazione alla manifestazione di fronte la Stazione Leopolda per motivi di sicurezza, rilegando la manifestazione in una zona più lontana, come se i tanti risparmiatori truffati, molti dei quali anziani, potessero mettere seriamente a repentaglio la sicurezza del premier. Nonostante questa censura il gruppo procederà sia con la manifestazione di domenica sia con tante altre iniziative volte a far sentire la voce delle vere vittime di tutto questo meccanismo, i cui contorni sono ancora da chiarire”.

Domenica quindi, mentre Renzi dentro la Leopolda farà il suo discorso di chiusura, fuori, tenuti a distanza, i piccoli risparmiatori che hanno perso i propri soldi con il decreto Salva banche urleranno la loro rabbia, come una settimana fa davanti alla Camera dei deputati, con fischietti, cori, “banche salvate, risparmiatori truffati”, e al collo i cartelli con le cifre perse. Una manifestazione ancor più carica di rabbia dopo il suicidio di Luigino D’Angelo, il pensionato di Civitavecchia che si è ucciso dopo aver perso 110 mila euro in obbligazioni subordinate della Banca Etruria.

Proprio in queste ore il governo è però al lavoro per trovare una soluzione proprio per questi piccoli risparmiatori beffati. L’idea è quella di un fondo di solidarietà e di risarcimenti caso per caso. Una soluzione che però, a detta di alcune delle “vittime del Salva banche” verrebbe accolta solo come una “mancia” che non basterebbe per tutti”.