La riunione fiume dei banchieri internazionali: giusti gli stress test

Pubblicato il 21 luglio 2010 19:34 | Ultimo aggiornamento: 21 luglio 2010 19:51

Jean Claude Trichet

Avrebbe dovuto essere una delle solite riunioni semestrali, ma la nube del vulcano islandese dei mesi scorsi l’ha fatta slittare proprio a pochi giorni prima della pubblicazione degli stress test europei e così l’incontro del 21 luglio fra il presidente della Bce, Jean Claude Trchet, e i massimi banchieri europei è durato quasi quattro ore e mezza.

Intanto la Cancelliera tedesca Angela Merkel difende dalle critiche gli stress test che rappresentano la ”realtà del sistema bancario e anche l’Fmi ne giudica con favore la pubblicazione, suggerendo però alcune ulteriori azioni da compiere”.

Nell’Eurotower di Francoforte hanno fatto ingresso, a partire dalle 12, tutti i ‘big’ del sistema bancario del Continente, da Commerzbank al Bbva, da Deutsche Bank a Bnp. Per l’Italia erano presenti l’ad di Intesa Sanpaolo, Corrado Passera, e quello di Unicredit, Alessandro Profumo. All’incontro ha partecipato inoltre il governatore della Banca d’Italia, Mario Draghi, che ricopre anche la carica di presidente dell’Fsb. E’ stato visto entrare anche il governatore del Banco di Spagna, Miguel Angel Ordonez, e quello d’Austria, Ewald Nowotny.

All’uscita, intorno alle 16.30, una stretta consegna del silenzio per tutti, sintetizzata da Passera ”non possiamo fare alcun commento”. Altri partecipanti si sono limitati a osservare come l’atmosfera ”fosse buona” e che gli stress test sono positivi perché aggiungono ”trasparenza” e informazioni per gli investitori.

Le critiche sugli stress test, da alcuni giudicati troppo ‘teneri’, comunque non si placano e dall’Fmi arriva un giudizio positivo sulla decisione dell’Europa di realizzarli, seguendo l’esempio degli Stati Uniti. Il Fondo chiede però che questi test siano accompagnati da azioni per il sistema finanziario e rileva come gli istituti più deboli debbano annunciare subito i modi per rafforzare il capitale.

L’Fmi ammonisce anche, su suggerimento di alcune autorità nazionali, una cautela nella diffusione dei risultati. Di certo in queste ultime settimane, autorità di controllo, associazioni di categoria e politici hanno fatto a gara a mandare messaggi rassicuranti sul buon esito degli stress test che coinvolgono 91 banche del Vecchio Continente e per smentire i rapporti e gli studi redatti da diverse banche d’affari.

Critiche sulla metodologia usata a parte, alcuni analisti hanno osservato come gli scenari ipotizzati fossero troppo poco severi e si limitano a un peggioramento dell’economia e a una perdita limitata sui titoli di Stato di alcuni paesi come Spagna e Grecia. In questo modo solo alcune banche di media o piccola dimensione come alcune banche regionali tedesche, le cajas spagnole o qualche banca portoghese e greca non arriveranno a raggiungere i requisiti minimi previsti (soglia minima del Tier1 del 6%) mentre tutte le grandi non mostreranno problemi.