Bail-in: banche salvate da correntisti-clienti. Prelievo forzoso sopra 100mila €?

di Redazione Blitz
Pubblicato il 2 luglio 2015 16:02 | Ultimo aggiornamento: 2 luglio 2015 20:08
Banche salvate da correntisti-clienti. Prelievo forzoso sopra i 100mila euro?

Banche salvate da correntisti-clienti. Prelievo forzoso sopra i 100mila euro?

ROMA – Le banche in difficoltà saranno salvate dai correntisti e dai clienti. Anche in Italia, visto che è stata approvata la legge europea in materia di bail-in. E qualcuno già si preoccupa: gli istituti di credito opereranno prelievi forzosi qualora avessero bisogno di liquidi? E’ quello che per esempio aveva detto Beppe Grillo, dicendo che l’Italia “farà la fine di Cipro” (dove il sistema è già in atto). A rischiare di più sono i correntisti con depositi superiori ai 100mila euro, anche se si teme che la soglia possa essere successivamente abbassata. “Nessun prelievo forzoso ma più tutele di prima” spiega invece il Tesoro dopo l’approvazione definitiva della Camera della legge.

Ma di cosa si tratta esattamente? Repubblica prova a spiegare la norma: “La norma stabilisce che dal 2016 i problemi degli istituti di credito andranno risolti dall’interno, non con interventi esterni, anche ricorrendo ai depositi superiori ai 100mila euro, oltre che agli azionisti e agli obbligazionisti meno assicurati. Fra i criteri di delega figura quello per cui il governo dovrà valutare “l’opportunità di stabilire modalità applicative del bail-in coerenti con la forma societaria cooperativa”. Un meccanismo, scattato nel caso di Cipro, che ribalta il paradigma visto con la crisi finanziaria: si passa da un sistema in cui la risoluzione delle crisi è imperniata sul ricorso ad apporti esterni, forniti dallo Stato (bail-out) ad un nuovo sistema, che ricerca all’interno degli stessi intermediari le risorse necessarie tramite il coinvolgimento di azionisti e creditori (bail-in)”.

Repubblica spiega anche quali sono i casi in cui il bail-in non potrà essere usato: “Sono escluse dall’applicazione del bail-in alcune categorie di passività, segnatamente quelle più rilevanti per la stabilità sistemica o quelle protette nell’ambito fallimentare, come i depositi di valore inferiore a 100.000 euro, le obbligazioni garantite da attivi della banca, i debiti a breve sul mercato interbancario. Altre categorie di passività potranno essere escluse dall’autorità di risoluzione, in casi particolari, sulla base di una valutazione specifica degli effetti sulla stabilità sistemica e del possibile contagio”, spiega la scheda di lettura che ha accompagnato il testo in Aula. “Nell’allocazione delle perdite dovrà essere rispettata la gerarchia prevista dalla direttiva, che in parte modifica quella concorsuale prevedendo, tra l’altro, che i depositi superiori a 100.000 euro detenuti dalle persone fisiche e dalle piccole e medie imprese siano colpiti dopo gli altri crediti chirografari (c.d. pecking order). In ogni caso, il trattamento riservato agli azionisti e ai creditori nell’ambito della risoluzione non potrà essere peggiore rispetto a quello che essi avrebbero subìto in caso di liquidazione coatta amministrativa”.

Molto più allarmista è il sito di Affari Italiani, che parla apertamente di prelievo forzoso e si chiede: “Ma è legale?

Per noi italiani, questo è un atto che andrebbe contro la Costituzione ed il nostro Codice Civile, ma la verità è che questa operazione è perfettamente legale. Un emendamento della Comunità Europea, la direttiva europea 2014/59/UE autorizza le banche a fare questo. Naturalmente non è una imposizione, la direttiva UE deve passare dal Parlamento dello Stato membro per essere esecutiva, deve essere prima approvata. La direttiva prevede che il “bail in” in tutti i Paesi membri, da gennaio 2016 dovrebbe essere operativo”.

Affari Italiani si chiede anche: “Ma rischiamo anche noi italiani?

La Legge di delegazione europea 2014 è il provvedimento legislativo con il quale si delibera sul recepimento delle direttive europee e l’attuazione di altri atti dell’Unione. Con un atto del Senato (il 1758) che è stato già approvato il 14 maggio 2015, il Consiglio dei Ministri, ha di fatto inserito il prelievo forzoso dai conti in caso di dissesto delle banche. Oggi anche alla Camera c’è stato il via libera definitivo. La verità è che il passaggio in Parlamento è stato un atto dovuto, così come l’approvazione. Adesso sta ai nostri politici stabilire criteri e norme in modo tale da consentire di fare chiarezza sul futuro della vicenda. Infatti è data facoltà ad ogni singolo Governo di stabilire i criteri di applicazione e decidere di esentare categorie di risparmiatori. Attualmente si parla di consentire il prelievo forzoso solo sui conti correnti che hanno saldi superiori ai 100mila euro, ma le previsioni parlano di una sensibile corsa al ribasso che porterà la soglia quasi sicuramente a 30mila euro”.