Banche: i truffati (imbucati compresi) pagati coi soldi dei distratti

di Alessandro Camilli
Pubblicato il 6 maggio 2019 10:28 | Ultimo aggiornamento: 6 maggio 2019 10:28
Banche: i cosiddetti truffati (imbucati compresi) pagati coi soldi dei distratti

Banche: i truffati (imbucati compresi) pagati coi soldi dei distratti (foto d’archivio Ansa)

ROMA – Banche, anzi banche fallite, banche finite in bancarotta. Queste banche, tristemente note in Italia, avevano clienti, correntisti, azionisti, obbligazionisti. Clienti e correntisti non hanno avuto danni diretti dai fallimenti. Non così azionisti e obbligazionisti. Chi aveva comprato azioni di quelle banche ha visto il valore di quelle azioni ridursi fin quasi a zero. Chi aveva investito in obbligazioni di quelle banche ha visto precipitare il valore delle obbligazioni. Tutti e tutti insieme sono stati battezzati “truffati dalla banche“.

Truffati ce n’è stati e non pochi. Clienti venivano indotti a comprare obbligazioni se volevano un finanziamento o anche come caldo consiglio non corredato però dalla illustrazione dei rischi relativi ad una obbligazione del tipi di quelle letteralmente piazzate alla clientela come si fa con un prodotto alimentare scaduto. Nella gran massa dei truffati però anche non pochissimi che potremmo definire imbucati. Chi compra azioni di una qualunque società o banca o azienda sa benissimo che investimento azionario è investimento a rischio: ci si può guadagnare o perdere. Altrimenti, se comprando azioni fosse impossibile rimetterci, l’umanità avrebbe trovato la fonte della inesauribile ricchezza. E anche comprando un’obbligazione, se compri puntando a un rendimento doppio o triplo dei tassi di mercato, allora vuol dire che accetti il rischio. Gli imbucati sono quelli che hanno scommesso, puntato, investito a rischio.

Ma sono, saranno rimborsati anche loro. Anche gli imbucati e non solo i truffati. Stabilendo in questo paese non il sano principio secondo cui si soccorre e si aiuta le vittime di un dissesto bancario anche perché altrimenti il panico bancario recherebbe danno a tutti, non il doveroso principio secondo cui la collettività difende l’interesse generale impedendo che una banca in bancarotta infetti tutto il sistema del credito. No, in questo singolare paese che è l’Italia si è stabilito il principio per cui in banca non ci si rimette e se compri azioni sbagliate ci pensa lo Stato a rimborsarti. Quasi quasi conviene cercare e comprare obbligazioni ad alto rendimento di banche che stanno in piedi per miracolo: si incassano i dividendi e poi, quando salta la baracca, lo Stato rimborsa il capitale andato in fumo.

Anzi, non proprio lo Stato: il miliardo e cento milioni stanziato per i risparmiatori truffati dalle banche (imbucati compresi) non viene dalla cassa dello Stato ma viene dalle tasche di altri risparmiatori, quelli che Ferruccio de Bortoli sul Corriere della Sera definisce i “Distratti”. I soldi ai truffati delle banche (imbucati compresi) vengono dai cosiddetti conti dormienti. Cioè da conti correnti ma soprattutto polizze, assicurazioni, investimenti effettuati da risparmiatori poi defunti e di cui gli eredi non hanno avuto notizia o consapevolezza. E quindi non hanno ritirato a loro favore. Dopo 10 anni le somme diventano non più degli eredi ma di un fondo apposito. Ed è impressionante la quantità del denaro accumulato in investimenti che poi non finiscono agli eredi, sono insomma tanti i Distratti.

Distratti che pagano il conto ai truffati e agli imbucati. Sempre risparmiatori sono, ma truffati e imbucati organizzati forte, distratti invece dispersi e quindi tocca a loro pagare.