Banche Usa/ Si cambia il nome, si restaura il logo e si lanciano slogan tipo “Ecco a voi la banca divertente” sperando di acchiappare i correntisti sfiduciati

Pubblicato il 10 giugno 2009 19:12 | Ultimo aggiornamento: 10 giugno 2009 19:26

redneck-324x230Tra le diverse banche americane colpite dagli scandali, c’è chi ha deciso di «mettersi in candeggina», cambiando il proprio nome e il logo, la propria immagine e coniando nuovi slogan pubblicitari allo scopo di rendersi rassicurante agli occhi degli investitori.

Questa è la nuova strategia di molte banche e finanziarie americane per recuperare la fiducia dei clienti, finiti ai minimi storici per via della crisi finanziaria: c’è chi stima che ci vorranno almeno 20 anni prima che la rabbia popolare e lo scetticismo nei confronti degli istituti di credito statunitensi inizi a dissiparsi.

A svelarlo è il New York Times, che prende in esame diversi casi, come quello di Ally bank, un tempo conosciuta come Gmac Bank, braccio finanziario di General Motors (il colosso dell’auto Usa recentemente finito in bancarotta). Nel mese di maggio si è scelta il nuovo nome di «Banca Alleata», un nuovo logo e un nuovo slogan, «Facciamo i soldi con te, non senza di te», il tutto condito da una nuova campagna pubblicitaria televisiva che ha lo scopo di promuovere il marchio.

C’è poi l’Aig (il colosso delle assicurazioni salvato dal crac grazie a 85 miliardi dei contribuenti americani) che ha un nuovo brand, Aiu che sta per American International Underwriters.

La Bank of America, dopo aver acquistato Countrywide Financial ha pensato bene di cancellare definitivamente il nome della finanziaria specializzata in mutui immobiliari (diventata un simbolo della crisi subprime).

La Redneck Bank, ramo online della Bank of the Wichitas, cerca invece un contatto diretto e leggero col cliente: ha un cavallo come mascotte, un sito internet insolito e uno slogan assolutamente originale: «Ecco a voi la banca divertente».

«Prima è arrivato il salvataggio, adesso arriva la messa a lucido» commenta il New York Times, che sottolinea l’importanza di un rilancio pubblicitario del marchio. Ben dieci banche sono state autorizzate dal Tesoro americano a restituire gli aiuti pubblici del Tarp (il piano salva-banche del Governo americano) ma questo non basterà sicuramente per ripulire un’immagine ormai distorta.