Bancomat prelievi ingiustificati: partite Iva nulla da temer

di Redazione Blitz
Pubblicato il 10 Settembre 2015 10:25 | Ultimo aggiornamento: 10 Settembre 2015 10:27
Bancomat prelievi ingiustificati: partite Iva nulla da temer

Bancomat prelievi ingiustificati: partite Iva nulla da temer

ROMA – A proposito dei prelievi ingiustificati agli sportelli o al bancomat, di soldi cioè di cui non si sa indicare la fonte di reddito, non ci sarà più la sanzione (cosiddetta tassa bancomat del 10-50% sul prelievo annunciata e stoppata), ma una contestazione fiscale che sarà però circoscritta ai soli titolari di reddito da impresa (gli imprenditori, ma anche agenti di commercio, mediatori, promotori finanziari). Gli autonomi, partite Iva e professionisti, invece, non hanno nulla da temere.

Il decreto appena approvato dal Governo (si aspetta un secondo parere parlamentare) conferma infatti il valore della presunzione legale che considera i prelievi ingiustificati frutto di evasione ma, accogliendo quanto stabilito dalla Corte Costituzionale, non può equiparare gli autonomi agli imprenditori.

Questi ultimi devono produrre una prova contraria non generica per giustificare l’origine del prelievo. Rosanna Acierno lo spiega bene sul Sole 24 Ore.

I titolari di reddito di impresa interessati da controlli del fisco fondati sui versamenti e sui prelevamenti bancari non giustificati sono chiamati a fornire la prova contraria e tale prova non può essere generica, ma è necessaria una dimostrazione sulle «diverse cause giustificative degli accrediti e dei prelievi», come ha precisato anche di recente la Cassazione (sentenza 16948/2015).

Una questione che tocca da vicino anche categorie che sembrerebbero più affini al lavoro autonomo, come il caso degli agenti di commercio, dei mediatori immobiliari, dei procacciatori d’affari e dei promotori finanziari, retribuiti normalmente mediante provvigioni sugli affari conclusi. Contribuenti che producono reddito d’impresa. (Rosanna Acierno, Il Sole 24 Ore).