Banda larga: Vodafone, Wind e i 2 soci di Metroweb alleati anti-Telecom

di redazione Blitz
Pubblicato il 29 Maggio 2015 21:37 | Ultimo aggiornamento: 29 Maggio 2015 21:37
Banda larga: Vodafone, Wind e i 2 soci di Metroweb alleati anti-Telecom

Banda larga: Vodafone, Wind e i 2 soci di Metroweb alleati anti-Telecom

ROMA – Vodafone, Wind e i 2 soci di Metroweb, F2i e il Fondo Strategico Italiano controllato dalla Cdp, alleate anti Telecom. Le quattro società hanno firmato una lettera di intenti per la costruzione di una infrastruttura di rete rispondente al piano del governo per la banda larga.

Il progetto, precisano i sottoscrittori dell’accordo, “è aperto ad altri operatori e investitori che condividano l’obiettivo di costruire un’infrastruttura nazionale della fibra secondo le linee e modalità identificate nel piano Banda Ultra Larga approvato dal governo. I sottoscrittori – prosegue la nota – sono altresì disponibili a collaborazioni e attività sinergiche con istituzioni o altre imprese, utili ad assicurare la più ampia e rapida realizzazione del progetto”.

A marzo, mentre ancora Telecom era al tavolo con Cdp, Vodafone aveva firmato una lettera d’intenti con F2i che prevedeva tra le altre cose un accordo di riservatezza e rappresentava il primo passo, ancorché solo formale, per proseguire nei colloqui in vista di un possibile investimento per realizzare la rete di banda ultralarga secondo il piano del governo. Su quel canovaccio si sono inserite Wind e Fsi. Il veicolo individuato per l’operazione sarebbe Metroweb Sviluppo, controllata al 100% da Metroweb Italia e sulla quale Fastweb, l’alleata di Telecom, non avrebbe diritto di veto. Si partirebbe da qui per lavorare a un piano industriale congiunto.

Inizialmente l’auspicio dell’esecutivo era di riuscire a mettere intorno a uno stesso tavolo tutti gli operatori, ma le resistenze sulla governance avevano portato Telecom a defilarsi. Di qui l’accordo con Fastweb con un piano che puntava a rivitalizzare l’ultimo miglio in rame, posticipando di fatto gli investimenti in fibra fino a casa dell’utente finale. Un piano che costituiva un polo a sé stante rispetto al progetto Metroweb.

 

Prosegue anche il lavoro di Utilitalia, l’associazione che riunisce le multiutility italiane, sul dossier banda ultralarga. “La riunione è stata fatta lunedì, faremo un piccolo documento per la discussione di quello che potrebbe essere ruolo delle multiutility” nella partita per la banda ultralarga, ha spiegato Valotti. “Entro metà giugno sottoporremo al governo il documento” ha poi precisato Valotti. “Siamo nella fase in cui dobbiamo capire se può esserci un interesse” da parte delle multiutility ad intervenire. In ogni caso, ha aggiunto il presidente di Utilitalia, bisogna “valutare qual è la combinazione di operatori che crea il maggior valore per i cittadini facendo spendere meno”.

A monte di Telecom invece prende forma il riassetto azionario che dovrebbe chiudersi in un paio di settimane. Vivendi ha perfezionato la cessione del 100% di GVT, prevista dall’accordo concluso a settembre con Telefonica, per un enterprise value di 7,5 miliardi di euro dopo che l’antitrust argentino ha dato via libera allo scioglimento di Telco. Vivendi ha ricevuto il 12% delle azioni di Vivo (Telefonica Brasil) e ne scambierà il 4,5% nelle prossime settimane contro l’8,3% delle azioni ordinarie di Telecom Italia. I francesi diventeranno così il primo azionista di Telecom.