Bankitalia: famiglie in crisi ma poco indebitate. Prestiti banche da fine 2012

Pubblicato il 26 Aprile 2012 15:08 | Ultimo aggiornamento: 26 Aprile 2012 15:59

ROMA, 26 APR – Le famiglie italiane risentono della recessione in atto e la loro ricchezza è diminuita ma il loro indebitamento rimane contenuto. Lo afferma la Banca d’Italia nel rapporto sulla stabilita’ finanziaria. Giovano i bassi tassi di interesse sui mutui in essere e la tenuta dei prezzi delle case. I rischi arrivano dalla debole dinamica dei redditi.

I prestiti delle banche a famiglie e imprese riprenderanno a crescere solo nella parte finale del 2012. Secondo la Banca d’Italia ci vorra’ tempo affinche’ i fondi Bce affluiscano all’economia. Bankitalia segnala pero’ una domanda debole dovuta alla recessione e al calo dell’occupazione.

La Banca d’Italia sottolinea come nei primi nove mesi del 2011 la ricchezza netta delle famiglie sia diminuita a causa della diminuzione dei prezzi delle attivita’ finanziarie mentre quella reale e’ rimasta stabile. I debiti finanziari, si legge nel rapporto, rimangono bassi nel confronto dei principali paesi mentre non si profilano rischi di bolla immobiliare con una sostanziale stabilita’ dei prezzi del mercato anche se il numero di compravendite continua a scendere.

A limitare la vulnerabilita’ finanziaria delle famiglie concorre poi il basso livello dei tassi di interesse sui mutui in essere. Nel 2011 i costi per i pagamenti dei debiti sono rimasti ”stabili all’11% del debito disponibile” mentre per il 2012 si profila ”un lieve aumento” visto il calo del reddito e una leggera risalita dei tassi.    Per i prossimi mesi l’autorita’ centrale individua nella ”debole dinamica dei redditi (legata al quadro congiunturale)” i rischi per le famiglie che potrebbero acuire le difficolta’ di rimborso dei prestiti.

A inizio 2012 l’esposizione delle banche italiane verso il debito pubblico (titoli e crediti) e’ cresciuto sia con acquisti netti (45 miliardi di euro) che per effetto della rivalutazione (13 miliardi). Nel rapporto stabilità finanziaria si legge che l’aumento ”e’ dovuto solo in parte” ai fondi della Bce. Gli acquisti dei primi dieci gruppi sono stati di 20 miliardi e il resto dalle banche medio-piccole. L’esposizione complessiva del sistema bancario italiano e’ cosi’ di 272 miliardi.

Il rapporto ricorda come il rifinanziamento erogato dalla Bce alle banche italiane e’ cresciuto a 273 miliardi di euro e con i due maxi rifinanziamenti gli istituti di credito hanno ottenuto 255 miliardi di euro.    Le controparti operanti in Italia, segnala il rapporto, hanno ampliato il valore delle garanzie depositate presso l’istituto centrale. A fine marzo il valore complessivo del pool era di 363 miliardi, dei quali 272 impegnati nelle operazioni di rifinanziamento presso la Bce e 91 liberi e prontamente utilizzabili. Le garanzie libere da vincoli ”restano cospicue” e ammontano a 111 miliardi di euro. Le banche sono in grado di reperire con rapidita’, ove necessario, finanziamenti per ulteriori 202 miliardi.

Il rapporto debito/Pil dell’Italia comincerà a ridursi già nel 2013 anche se i tassi dei titoli di stato dovessero aumentare e la crescita risultasse inferiore alla attese. Nel rapporto si ipotizzano tre scenari, al netto di eventuali manovre aggiuntive del governo.

In ripresa il mercato dei titoli di stato italiani con un costo medio delle emissioni fra gennaio-aprile che ”si e’ ridotto significativamente” rispetto al trimestre precedente. Per Bankitalia a gennaio-febbraio gli stranieri sono tornati ad acquistare ”importi netti non trascurabili” di titoli.