Bankitalia, Ignazio Visco: “Ancora rischi per l’euro, come nel 2011”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 1 Dicembre 2013 10:53 | Ultimo aggiornamento: 1 Dicembre 2013 10:54

Bankitalia, Ignazio Visco: "Ancora rischi per l'euro, come nel 2011"ROMA – ‘‘Nell’autunno del 2011 la possibilità di una rottura dell’unione monetaria fu concreta. Oggi è un pericolo al quale in buona parte sono state date risposte, ma il rischio non è svanito. Tutto sarebbe più facile con più Unione”. Lo afferma il governatore di Bankitalia Ignazio Visco in una lunga intervista al Messaggero.

”C’è sfiducia nella capacità degli Stati di mantenere il progetto di Unione”, rileva Visco. ”Occorre più coesione: la mancanza di unione politica ha esasperato la domanda di consolidamento delle finanze pubbliche nazionali da parte del mercato; gli effetti restrittivi di queste misure e il loro impatto sul benessere dei cittadini sono stati accresciuti dall’assenza di un bilancio pubblico comune dell’area”. L’unione bancaria ”sarà incompleta se non vi sarà una maggiore unione di bilancio. In questo processo la politica monetaria della Bce sta consentendo di guadagnare tempo”, dice Visco, secondo cui ”all’azione della Bce non c’erano alternative, ma i suoi interventi risulteranno vani se i governi non agiranno con rapidità”.

Sulla Banca d’Italia, il governatore smentisce l’accusa di una Vigilanza troppo rigorosa. ”Grazie alla sua opera – evidenzia – le banche italiane potranno affrontare l’esame europeo”. Parlando della crisi, ”tutti gli indicatori ci dicono che si è toccato il fondo e che, sia pure timidamente, la ripresa ha cominciato a farsi strada”, dichiara Visco. Fare previsioni sulla ripresa del lavoro, tuttavia, è difficile. ”In condizioni normali, l’uscita dalla recessione porta con sé nuovo lavoro. Ma non siamo in condizioni normali. La crisi finanziaria – spiega – ha colpito in un momento di profondi cambiamenti dell’economia globale. Prima di generare nuovi posti di lavoro in grado di compensare quelli che in queste nuove condizioni vengono meno, bisogna che la struttura produttiva si adegui a questo cambiamento”. Un cambiamento, prosegue, che ”la Germania ha saputo cogliere adeguando la capacità produttiva”, mentre ”l’Italia non ha capito la gravità della crisi”.

Sulla legge di stabilità, ”sembra contenere alcune misure volte a sostenere la ripresa”, afferma Visco, che sollecita il ”superamento dei tagli di spesa uguali per tutti” e sottolinea che ”per convincere gli investitori è necessario non solo il puntuale rispetto delle regole di bilancio ma soprattutto un chiaro disegno di fondo per il miglioramento delle condizioni strutturali dell’economia e della finanza pubblica”.