L’allarme della Banca d’Italia: “Ripresa insufficiente, stenta l’occupazione”

Pubblicato il 15 luglio 2010 15:05 | Ultimo aggiornamento: 15 luglio 2010 19:41

bankitalia‘ Ripresa incerta e difficoltà per l’occupazione nell’Italia post crisi. A lanciare l’allarme è la Banca d’Italia nel suo ultimo bollettino, dopo le parole di Draghi sulla necessità di risanare i conti pubblici . Bankitalia sottolinea: ‘La ripresa dell’attività economica non è stata sufficiente a invertire la dinamica dell’occupazione, che nel primo trimestre ha tuttavia smesso di ridursi”. Poi spiega che ”l’occupazione stenta ad aumentare”.

”Secondo dati provvisori, nel secondo trimestre non sarebbe significativamente migliorata. Il tasso di disoccupazione, al netto dei fattori stagionali, è all’8,7 per cento, le ore di cassa integrazione sono lievemente diminuite”. Un respiro di sollievo però arriva in tema di crescita, perché secondo le stime il Pil dovrebbe arrivare a segnare un aumento dell’1% mel 2010 rispetto allo 0,7% e 1% previsto nel 2011 e rileva che ”nella seconda parte del 2010 l’esaurirsi delle misure di stimolo fiscale e nel 2011 gli effetti restrittivi del piano di risanamento dei conti pubblici disposto dal Governo determinerebbero un rallentamento dell’attivita’ produttiva rispetto al primo semestre di quest’anno”.

In base alla Rilevazione continua sulle forze di lavoro dell’Istat, – ricorda Bankitalia – nel primo trimestre del 2010 l’occupazione e’ tornata seppure marginalmente ad aumentare, dello 0,1 per cento rispetto al periodo precedente, dopo essersi ridotta per sei trimestri consecutivi. La dinamica rimane pero’ incerta: la nuova lieve crescita registrata in aprile (0,2 per cento rispetto a marzo) è stata riassorbita in maggio (-0,2 per cento rispetto ad aprile). Nel primo trimestre il numero dei posti di lavoro per i quali le imprese cercano personale (posti vacanti) è salito (0,7 per cento in rapporto al numero degli occupati, 0,1 punti percentuali in più rispetto allo stesso periodo del 2009).

La ripresa dell’occupazione rispetto al quarto trimestre del 2009 ha interessato prevalentemente i servizi alle persone e alle famiglie e ha riguardato le sole regioni del Nord e del Centro. E’ invece continuato il calo nell’industria in senso stretto, nell’agricoltura e nel Mezzogiorno. A fronte della crescita del numero di occupati, si è osservato nel primo trimestre un nuovo calo in termini di unita’ standard di lavoro a tempo pieno (-0,2 per cento). La differenza tra i due indicatori dipende dalla forte espansione del lavoro a tempo parziale registrata nel trimestre e dal ricorso alla Cassa integrazione guadagni (Cig), ancora in aumento nel primo trimestre. Rispetto a un anno prima, nel primo trimestre del 2010 il tasso di occupazione delle persone in età da lavoro è sceso di 0,8 punti percentuali, al 56,6 per cento. La riduzione, più significativa per gli uomini che per le donne (rispettivamente -0,9 e -0,6 punti percentuali), ha interessato in misura maggiore i giovani (-1,0 punti percentuali tra i 15 e i 24 anni). La flessione del numero degli occupati, inferiore a quella dei trimestri precedenti, continua a interessare i soli lavoratori di nazionalità italiana, mentre l’occupazione straniera appare ulteriormente cresciuta (10,5 per cento; 183.000 persone), trascinata dall’aumento delle iscrizioni alle anagrafi.

Se i ”margini di incertezza sulla ripresa internazionale” e ”permangono ampi”, lo stesso vale per l’Italia.  Questi margini di incertezza si registrano in due direzioni: ”le economie emergenti potrebbero ulteriormente accelerare, ma un loro surriscaldamento innescherebbe politiche restrittive; nelle economie avanzate sara’ cruciale la solidita’ delle componenti interne della domanda una volta che si saranno esaurite le misure di stimolo introdotte dai governi all’inizio della crisi. Corrispondenti incertezze circondano lo scenario per l’economia italiana”.

Le prospettive per la seconda parte dell’anno – spiega Bankitalia – sono rese incerte dalla crisi del debito sovrano in alcuni paesi dell’area dell’euro e dagli effetti delle conseguenti manovre di aggiustamento fiscale. La fiducia delle famiglie è calata nella prima meta’ del 2010. Sugli investimenti gravano un livello di capacità utilizzata che, seppure in crescita negli ultimi tre trimestri, rimane ancora ampiamente al di sotto della media storica e il venir meno, dalla fine di giugno, degli incentivi fiscali all’acquisto di macchinari e attrezzature introdotti dalla Tremonti-ter.

Per quanto riguarda l’inflazione, scrive Bankitalia,  ”viene contenuta dalla perdurante debolezza dei consumi delle famiglie”.  ”L’inflazione sui dodici mesi, dopo un rialzo all’inizio del 2010 indotto dalla componente energetica, si è stabilizzata intorno all’1,5 per cento, anche nella definizione al netto delle componenti più volatili; viene contenuta dalla perdurante debolezza dei consumi delle famiglie; in giugno è scesa all’1,3 per cento. Dall’inizio dell’anno la crescita tendenziale dei prezzi dei beni non alimentari e non energetici si eè mantenuta poco sotto l’1 per cento; quella dei servizi è rimasta su livelli storicamente molto bassi. Sulla base dell’indice armonizzato tra i paesi dell’area dell’euro, il differenziale di inflazione dell’Italia nei confronti della media dell’area si e’ annullato a partire da marzo; nello scorso biennio era risultato pressoché sempre positivo”.

Sempre parlando della situazione delle famiglie nel primo trimestre del 2010 i consumi hanno ristagnato. La spesa e’ stata sostenuta dall’aumento (circa un punto percentuale) degli acquisti di servizi e di beni durevoli. Sono invece tornati a calare i consumi alimentari, dopo un temporaneo rialzo nello scorcio del 2009. Nel secondo trimestre un sostegno transitorio alla spesa delle famiglie potrebbe essere venuto dagli incentivi governativi all’acquisto di alcuni beni durevoli, entrati in vigore a metà aprile. Sulla cautela nelle decisioni di spesa delle famiglie hanno inciso diversi fattori: la ricchezza ha risentito dei recenti cali e della forte volatilità dei corsi azionari; la fiducia si è deteriorata; il reddito disponibile reale delle famiglie consumatrici italiane e’ calato, secondo stime preliminari, di circa 1,5 punti percentuali nel primo trimestre del 2010 rispetto allo stesso periodo del 2009, riflettendo la contrazione del reddito nominale e l’accelerazione del deflatore dei consumi. Nei mesi più recenti non sono emersi segnali di ripresa dei consumi privati. Nella media del secondo trimestre del 2010 le immatricolazioni di auto, venute meno le agevolazioni all’acquisto disposte dal Governo con effetto fino a marzo, sono calate di oltre 20 punti percentuali rispetto al primo trimestre. In aprile le vendite al dettaglio si sono lievemente ridotte. La fiducia delle famiglie rilevata dall’Isae è calata in maggio e giugno, rispecchiando il peggioramento dei giudizi sulla situazione economica generale del Paese. Nelle stesse indagini la percentuale dei consumatori che si attende un aumento della disoccupazione nei prossimi dodici mesi si e’ mantenuta su livelli storicamente elevati. Tornando all’inflazione, al netto delle componenti piu’ volatili – spiega Bankitalia – ha mostrato andamenti eterogenei nei maggiori paesi dell’area, in parte riflettendo la loro diversa posizione ciclica. Nel corso dell’anno, essa è calata in misura maggiore nei paesi dove le difficoltà economiche sono più accentuate (Spagna, Portogallo e Irlanda), fatta eccezione per la Grecia, dove il rialzo osservato dallo scorso marzo (sino al 2,9 per cento nei dodici mesi terminanti in maggio) è riconducibile agli effetti della recente manovra sulle imposte indirette. Le aspettative d’inflazione per il 2010 degli operatori professionali censiti da Consensus Economics sono state lievemente riviste al rialzo tra marzo e giugno, dall’1,1 all’1,4 per cento. Quelle relative al 2011 si sono mantenute stazionarie, sull’1,5 per cento, dall’inizio dell’anno.

L’andamento del commercio mondiale, ”che gli organismi internazionali prevedono in crescita piu’ sostenuta rispetto a quello ipotizzato nello scenario presentato nel Bollettino economico dello scorso gennaio, sospingerebbe la crescita dell’economia italiana nel biennio 2010-11 all’1 per cento in entrambi gli anni”. E’ quanto si legge nel Bollettino di Bankitalia che in precedenza prevedeva per quest’anno una crescita dello 0,7% e dell’1% nel 2011. ”Nella seconda parte del 2010 l’esaurirsi delle misure di stimolo fiscale e nel 2011 gli effetti restrittivi del piano di risanamento dei conti pubblici disposto dal Governo determinerebbero un rallentamento dell’attivita’ produttiva rispetto al primo semestre di quest’anno”.

TURISMO La bilancia dei pagamenti turistica ha presentato nel mese di aprile un saldo netto positivo di 770 milioni di euro, invariato rispetto a quello dello stesso mese dell’anno precedente. A sostenerlo e’ Bankitalia, secondo la quale le spese dei viaggiatori stranieri in Italia, per 2.258 milioni di euro, sono aumentate del 3,9 per cento; quelle dei viaggiatori italiani all’estero, per 1.488 milioni di euro, sono aumentate del 6 per cento. Nel periodo gennaio-aprile si è avuto un saldo netto positivo di 1.597 milioni di euro, a fronte di uno di 1.280 milioni di euro nello stesso periodo dell’anno precedente. Le spese dei viaggiatori stranieri in Italia, per 7.125 milioni di euro, sono aumentate del 2,2 per cento; quelle dei viaggiatori italiani all’estero, per 5.528 milioni di euro, sono diminuite del 2,9 per cento. Nei primi quattro mesi del 2010, pur registrandosi nel complesso un aumento delle spese degli stranieri in Italia, si è avuta una riduzione delle spese dei viaggiatori provenienti dall’Unione Europea (-2,8%), in particolare dall’Olanda (-13,7%) e dal Regno Unito (-13,5%). Le spese dei viaggiatori italiani all’estero, nel complesso diminuite nel periodo in esame, sono aumentate per coloro che si sono diretti verso paesi dell’Unione Europea (+1,5%), in particolare verso Germania (+9,7%), Spagna (+5,4%) e Francia (+3,1%).