Economia

La Banca d’Italia: “Debito su, a maggio rallenta calo delle entrate”

Nuovo record del debito pubblico italiano ormai stabilmente oltre i 1.800 miliardi di euro: a lanciare l’allarme è la Banca d’Italia.  Le entrate, invece, conferma anche il Dipartimento delle Finanze, registrano un lieve miglioramento, un timido segnale di ripresa che riequilibra in parte i cali dei mesi precedenti.

”I dati sono in linea”, afferma il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti. L’importanza di una riduzione dello stock del debito pubblico viene pero’ ricordata dal presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. ”Non c’è dubbio – ha sottolineato il presidente della Repubblica – che non possiamo far pesare sulle spalle dei giovani il costo del debito pubblico accumulato, e perciò bisogna restringere la spesa pubblica salvando le priorità. Io vorrei che fossero salvate le spese per gli investimenti, per la ricerca e per l’università, riconoscendo il loro carattere prioritario”.

Del debito parla anche  Tremonti a margine dell’Ecofin di Bruxelles. ”Il debito pubblico è di enorme rilevanza, ma non esclusiva” – afferma – e chiama in causa il Portogallo per spiegare come il problema sia la sostenibilità, non il valore assoluto. Il Portogallo infatti ”ha un debito sotto la media Ue, al 76%”, ma gli viene comunque tagliato il rating. Insomma secondo il ministro del Tesoro ”nell’insieme i dati che abbiamo sulle entrate e sul gettito sono in linea”.

Da via Nazionale comunque certificano un nuovo record (in valore assoluto e non in percentuale al Pil che e’ il dato valido ai fini dei parametri europei): il debito pubblico – si legge sul supplemento Finanza Pubblica al bollettino statistico della Banca d’Italia – è infatti salito a maggio toccando 1.827,1 miliardi. Si tratta di un aumento di ben 15 miliardi rispetto al mese precedente. Inoltre dalla fine del 2009 il valore del debito italiano è salito di 65,8 miliardi, segnando un incremento del 3,7%. Ad aprile il debito si era attestato a 1.812,8 miliardi segnando gia’ un incremento rispetto ai 1.797,7 miliardi del mese precedente. Rallenta intanto il calo delle entrate: tra gennaio e maggio il gettito tributario ha segnato una contrazione dell’1,3%, riducendo la flessione che nei primi 4 mesi era stata dell’1,8%.

A maggio, al netto dei fondi speciali per la riscossione, cioe’ del gettito incassato ma non contabilizzato, il gettito mostra un incremento dello 0,7%: gli incassi contabilizzati ammontano a 28.239 milioni contro i 28.035 dello stesso mese del 2009. Nel periodo gennaio-maggio 2010 – spiegano dal Dipartimento delle Finanze del Tesoro – le entrate tributarie erariali hanno evidenziato ”un ulteriore miglioramento”, con un calo del gettito dello 0,9% (-1,3 miliardi). Sempre nei 5 mesi le entrate totali, al lordo delle una tantum, sono state di 138.169 milioni di euro (-0,9%). Al netto delle una tantum, che ammontano a 62 milioni di euro, sono state di 138.107 milioni di euro (-1,0%). E buone notizie arrivano sul fronte riscossione: tra gennaio e maggio ”si conferma la crescita molto sostenuta degli incassi da ruoli relativi ad attivita’ di accertamento e controllo”.

Il gettito derivante dai ruoli e’ stato di 1.946 milioni (+328 milioni di euro, pari a +20,3%). Ma se le entrate vanno un po’ meglio lo stesso non si puo’ dire del debito ‘locale’: a maggio il debito di regioni, province e comuni tocca infatti quota 113,7 miliardi con un incremento del 2,5% rispetto ai 110,9 miliardi di fine 2009.

To Top