Barilla apre una catena di ristoranti negli Usa per “valorizzare la pasta”

Pubblicato il 3 settembre 2012 13:51 | Ultimo aggiornamento: 3 settembre 2012 13:51

ROMA – Barilla punta la sua strategia sulla pasta, in tutte le sue declinazioni, sughi compresi, e sbarca negli Stati Uniti con una catena di ristoranti (la prima apertura dovrebbe essere a New York, a fine 2013), secondo quanto anticipato dal Wall Street Journal. Ma il gruppo alimentare di Parma guarda con interesse anche al mercato sudamericano, ed in particolare alla sua locomotiva economica, il Brasile, mentre vuole disfarsi di asset che non hanno piena attinenza col core-business, così come avviene con la messa in vendita della consociata tedesca Lieken (pane e prodotti da forno), e con la recente cessione della controllata Number One al gruppo distributivo Fisi.

A riprova della rinnovata vocazione per la pasta, dopo anni di merendine, biscotti e succhi di frutta, Barilla inaugurerà anche uno stabilimento a Rubbiano di Solignano (Parma), l’8 ottobre, occasione a cui è prevista la partecipazione del premier Mario Monti. Una struttura che a regime impiegherà 120 addetti, per un investimento di 40 milioni di euro, e che avrà due linee di lavorazione di sughi pronti, a base di basilico e pomodoro, tutti rigorosamente di produzione italiana.

Insomma, la nuova ricetta di crescita della brand leader punta a far mangiare più carboidrati a tutti, in primis agli americani, e per questo si è fatto ricorso anche alla creazione di ”ready-meals”, tanto popolari nel Paese a stelle e strisce. La linea di pasti già pronti, da riscaldare nel forno a microonde, è stata lanciata nel febbraio scorso, con un totale di 4 miliardi di confezioni vendute tra febbraio e giugno. Un risultato promettente, anche se occorre almeno un anno per valutare l’effettivo successo dell’iniziativa.

Ma la nuova rotta scelta dalla Barilla riflette anche un cambiamento degli usi dei consumatori europei, che alle prese con la crisi economica cercano di risparmiare sul carrello della spesa. Non a caso la Grecia, uno dei Paesi più colpiti, ha fatto registrare l’aumento più alto del consumo di pasta in Europa, pari al 3,5%, nel primo trimestre 2012 (dati Nielsen). Barilla ha chiuso il 2011 con un fatturato di 3.916 milioni. Gli Usa hanno contribuito per 365 milioni di euro, ben al di sopra dei 220 milioni del 2006, ma con un grande potenziale ancora da sviluppare.

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