Bce, che deciderà il consiglio dopo lo “sgambetto” della Bundesbank?

Pubblicato il 1 agosto 2012 17:08 | Ultimo aggiornamento: 1 agosto 2012 17:09

Mario Draghi (Foto Lapresse)

ROMA – Con che spirito giovedì si riunirà il consiglio direttivo della Bce, dopo le parole della Banca centrale tedesca? Il tema è sempre quello, l’euro. Pochi giorni fa il presidente della Bce Mario Draghi aveva detto che la Banca centrale europea è disposta a tutto pur di salvare l’euro. E quel tutto basterà, aveva aggiunto. Quel “tutto” potrebbe concretamente tradursi in acquisti massicci di titoli di Stato di Paesi in affanno, operazione benedetta dai mercati che alle sole parole di Draghi di quel 26 luglio hanno mandato in su i listini di Milano che ha chiuso positivamente la giornata con uno spread in netta diminuzione. Parole sposate non solo dai “soliti” Paesi in crisi da spread, come Italia e Spagna, ma a sorpresa dalla stessa Angela Merkel. Tutto bene? Non proprio, a complicare il consiglio della Bce di giovedì ci ha pensato il presidente della Banca centrale tedesca. Che a Draghi ricorda che la Bce non deve superare il proprio mandato.

Il presidente Weidmann dice che l’indipendenza della Bce ”richiede che rispetti e non superi il proprio mandato”. E non si cura nemmeno di passare per “antipatico” usando parole piuttosto categoriche: ”Siamo la maggiore e la più importante banca centrale dell’Eurosistema e abbiamo una voce più importante rispetto ad altre banche centrali dell’Eurosistema”. Weidmann spiega poi che la Bundesbank ”dovrà continuare a usare tutte le sue risorse, a tutti i livelli, per affermare le posizioni in cui crede e assicurare che l’unione monetaria rimanga un’unione improntata alla stabilità”. Il banchiere centrale spiega la sua posizione ricordando che è difficile immaginare un’unione politica in Europa nel futuro immediato. Questa è la premessa, che deciderà giovedì la Bce?