La Bce avverte: “Risanare conti pubblici entro il 2011”

Pubblicato il 11 Marzo 2010 10:06 | Ultimo aggiornamento: 11 Marzo 2010 10:22

La Bce preme per il risanamento dei conti pubblici dei paesi europei. È un processo che deve iniziare«al più tardi nel 2011 e spingersi ben oltre il requisito minimo di correzione annua fissato nel patto di stabilità e crescita allo 0,5% del Pil».

È quanto si legge nel bollettino mensile della Bce secondo cui servono «interventi risoluti, in particolare da parte delle economie con alti livelli di disavanzo e debito» e che ciascun paese deve definire «le strategie di uscita dalle misure di stimolo e le strategie di riequilibrio dei conti pubblici per il prossimo futuro».

Il 2010 si prospetta con un «ritmo di crescita complessivamente moderata» per l’area Euro e «destinata a procedere in modo discontinuo». Il contesto «é caratterizzato da perdurante incertezza” mentre «l’attuale livello dei tassi di interesse continua a essere adeguato». La Bce rileva come «incidono vari fattori straordinari fra i quali le condizioni meteorologiche avverse che hanno colpito determinate regioni dell’area del’euro nel primo trimestre 2010» che rendono volatili i dati trimestrali mentre per il futuro il Consiglio direttivo si attende una moderata crescita del Pil a causa della frenata degli investimenti e consumi moderati, a causa delle «deboli prospettive del mercato del lavoro». La stabilità dei prezzi sarà «preservata a medio termine».

La disoccupazione nell’area euro potrebbe continuare a crescere nei prossimi mesi «seppure a un ritmo minore rispetto a quello osservato nel 2009». Nel mese di gennaio il tasso di disoccupazione è rimasto al 9,9%, come nei due mesi precedenti, dopo una revisione al ribasso di 0,1 punti percentuali e che «in prospettiva gli indicatori delle indagini sono migliorati dai loro minimi».