Bce: “La crisi dell’euro aggiungeva 200 punti spread a Italia-Spagna”

Pubblicato il 14 Giugno 2013 15:21 | Ultimo aggiornamento: 14 Giugno 2013 15:21
Bce: "La crisi dell'euro aggiungeva 200 punti spread a Italia-Spagna"

Joerg Asmussen (Foto Lapresse)

ROMA – La crisi dell’euro aggiungeva 200 punti di spread a paesi come l’Italia e la Spagna. Per questo, i rischi di un effetto domino nel caso di uscita dall’euro di un Paese, hanno spinto la Bce ad intervenire con lo scudo anti-spread. Lo ha detto Joerg Asmussen, esponente tedesco del board della Banca Centrale Europea.

Asmussen ha spiegato che a metà dello scorso anno Italia e Spagna pagavano fino a 200 punti base in più, in termini di rendimenti dei loro rispettivi titoli di Stato, e relativi spread, a causa dei rischi di fuoriuscita dall’euro e ridenominazione della valuta. Questo “imponeva un premio di ridenominazione fino a due punti percentuali”, cioè di 200 punti base.

Asmussen lo ha ribadito, difendendo il piano di Mario Draghi contestato dal presidente della Bundesbank Jens Weidmann. I contratti di protezione dal rischio-deflazione erano saliti da 198 a 270 punti base fra gennaio e luglio 2012, ha aggiunto Asmussen, che ha ribadito come il programma Omt abbia fatto bene anche alla Germania, facendo salire i rendimenti dei titoli di Stato di circa 25 punti base.

Asmussen non manca di lanciare un monito ai governi: le cause della stretta creditizia che affligge Paesi come Spagna o Italia, ha detto, “sono gli alti livelli di debito pubblico in alcuni Paesi”, la bassa crescita e l’insufficiente capitale bancario, “temi su cui spetta ai governi intervenire”, ha spiegato.