La Bce acquisterà i bond? Settimana decisiva per Draghi. In attesa di Karlsruhe

Pubblicato il 3 settembre 2012 15:30 | Ultimo aggiornamento: 3 settembre 2012 15:31
Mario Draghi

Mario Draghi (Foto Lapresse)

FRANCOFORTE – La prima settimana di settembre si preannuncia decisiva per la Banca centrale europea e per l’Unione tutta. Si inizia con l’audizione del presidente Mario Draghi all’Europarlamento di Bruxelles. Audizione a porte chiuse. Il presidente riferirà davanti alla Commissione affari economici e monetari sulle difficoltà dell’euro e sull’unione monetaria.

Il tema cruciale è quella di un eventuale piano di acquisto sul mercato secondario delle obbligazioni dei paesi più fragili dell’Eurozona. Tra cui ci sono Spagna e Italia. Se la Bce decidesse di comprare i bond si potrebbe arrivare all’agognato calo degli spread.

Ma la decisione di Draghi si conoscerà alla riunione della Bce del 6 settembre. In attesa di giovedì Draghi dovrebbe inviare una bozza del programma ai 17 governatori delle banche centrali nazionali.

L’ultima volta che il presidente si è rivolto ai mezzi di informazione dopo una riunione della Bce , il 2 agosto, ha preso di sorpresa gli investitori, che speravano che sfoderasse la propria arma e risollevasse i mercati. Ma i mercati sono crollati ben prima che il governatore finisse di parlare.

Solo nei giorni successivi il mercato obbligazionario si è calmato. Evidentemente, come sottolinea il New York Times, gli investitori avevano recepito il messaggio: cioè che la Bce aveva intenzione di prendere misure decisive contro la crisi del debito europeo anche se non fossero state possibili soluzioni rapide.

Giovedì, però, quando i governatori centrali si incontreranno di nuovo, Draghi potrebbe avere difficoltà a riconciliare le attese dei mercati irrequieti con i limiti dei suoi poteri.

Secondo gli analisti alla Bce servirà più tempo per trovare una soluzione condivisa e arrivare a formulare una promessa su come fermare la corsa dei tassi di interesse nei paesi più in difficoltà dell’eurozona. Il timore è che le attese dei mercati superino i reali poteri di Draghi.

Una delle misure attese dagli analisti è il taglio del tasso di interesse dello 0,5% rispetto ai suo livelli record dello 0,75%. Dal discorso di Draghi lo scorso Luglio i rendimenti dei bond sono scesi sotto il 6% per I BtP decennali italiani e sotto il 7% per i Bonos decennali spagnoli, entrambi livelli considerati accettabili.

Draghi dovrebbe godere le sostegno di quasi tutti i 23 membri del consiglio, ma dovrà far fronte alle resistenze del governatore della Banca centrale tedesca, Jens Weidmann, contrario all’acquisto di bond. La Bundesbank si è rifiutata di commentare la notizia del Bild secondo cui Weidmann avrebbe minacciato di dimettersi in segno di protesta contro l’acquisto di bond.

Il numero uno della BuBa (com’è chiamata la Banca centrale tedesca) è l’unico membro del consiglio ad essersi pubblicamente opposto all’acquisto di bond da parte della Bce. Ma altri, come il governatore della Banca centrale del Lussemburgo Yves Mersch, o quello della Banca della Finlandia, Erkki Liikanen, condividerebbero le sue preoccupazioni.

Comunque lunedì il ministro tedesco delle Finanze, Wolfgang Schaeuble, ha messo in guardia “da aspettative esagerate” sulle decisioni della Bce su possibili acquisti di bond in vista della riunione del 6 settembre. Schaeblue resta fedele alla linea rigorista secondo cui i debiti dei paesi non devono essere finanziati dalla politica monetaria. Il ministro ha anche espresso il proprio scetticismo sul fatto che la Bce possa presentare un piano di vigilanza sulle 6mila banche dell’Ue.

Anche il vice-cancelliere tedesco Philipp Roesler ha ribadito di essere contrario all’acquisto di bond pubblici per aiutare gli stati in difficoltà. Secondo Roessler “l’acquisto di bond non può essere una soluzione a lungo termine poiché comporta il rischio di inflazione”.

In ogni caso Draghi ha assicurato che l’acquisto di titoli di stato da parte della Bce potrebbe avvenire solo con il consenso del fondo salva stati, cioè l’Esm (European Stability Mechanism). E il via libera da parte dell’Esm può arrivare solo se i paesi fanno formalmente richiesta di aiuti.

Solo che lo stesso fondo salva stati si trova in una sorta di “limbo” della legalità fino a quando, il 12 settembre, non arriverà la sentenza della Corte costituzionale tedesca. Prima di allora qualunque decisione presa a Francoforte potrebbe restare solo sulla carta.

 

 

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