Issing: “Bini Smaghi resista. Ne va dell’indipendenza della Bce”

Pubblicato il 31 ottobre 2011 13:52 | Ultimo aggiornamento: 31 ottobre 2011 13:52

Lorenzo Bini Smaghi (Foto Lapresse)

FRANCOFORTE, 31 OTT – “Nessuno può far dimettere Bini Smaghi”: ne è convinto l’ex capoeconomista nel board della Bce Otmar Issing, intervistato dal Corriere della Sera.

Quel che sottolinea Issing, al di là del giudizio di merito sul membro del board a Francoforte Lorenzo Bini Smaghi, è una netta presa di posizione a favore dell’indipendenza della Banca centrale europea, creata a modello della Bundesbank tedesca.

“Nessuno al mondo può obbligare Lorenzo Bini Smaghi a dimettersi. È una questione di rispetto per l’ indipendenza della Banca centrale europea. Non si tratta soltanto del premier Silvio Berlusconi. Perché il capo del governo italiano prosegue soltanto quello che è stato iniziato alcuni mesi fa dal presidente francese Sarkozy e dal capo del Consiglio europeo Herman Van Rompuy, mancando, appunto, di rispetto per la Banca centrale europea”.

“Il presidente Sarkozy e Van Rompuy, precisa Issing, hanno abbandonato il tavolo delle trattative (durante il summit della Ue del giugno scorso, nel quale il governatore di Bankitalia Mario Draghi è stato nominato presidente della Bce) e hanno telefonato direttamente a Bini Smaghi. E noi l’ abbiamo saputo, perché entrambi si sono vantati pubblicamente di avergli parlato. Quindi il premier italiano continua soltanto un procedimento iniziato tempo fa”.

“Anche il fatto di pensare in termini di nazionalità non rispetta certo lo spirito di indipendenza dell’ Eurotower. Non è detto da nessuna parte che ci debba essere per forza un francese o una nazionalità specifica nel direttorio di sei membri della Bce. E i francesi hanno avuto un presidente francese Jean-Claude Trichet, per la durata di otto anni e in precedenza un vicepresidente nel board Christian Noyer, attuale governatore della Banca di Francia per quattro anni. E se ora per un periodo breve”.