Bce avverte Italia: “A rischio se non completa il risanamento”

Pubblicato il 13 settembre 2012 11:21 | Ultimo aggiornamento: 13 settembre 2012 11:22
mario draghi in conferenza stampa alla Bce

Mario Draghi (Lapresse)

FRANCOFORTE – Un risanamento incompleto dei conti pubblici esporrebbe l’Italia a nuovi rischi. L’avvertimento giunge dalla Banca Centrale Europea che nel suo bollettino mensile simula alcuni possibili scenari, riguardo alla sostenibilità di Italia e Spagna. Il governo italiano, avvisano da Francoforte, deve rispettare gli impegni presi a livello comunitario e varare le riforme strutturali, che stimolino la crescita, in modo da assicurare la sostenibilità del debito pubblico.

Se – scrive la Banca centrale – l’Italia centrerà pienamente gli obiettivi stabiliti nel programma di stabilità il rapporto debito/Pil raggiungerà il 123% nel 2012 per poi scendere al di sotto del 100% entro il 2020. Al contrario, si legge nel bollettino, un risansamento “incompleto consentirebbe al massimo di stabilizzare il rapporto debito/Pil ai livelli attuali e non fornirebbe un margine di sicurezza adeguato in caso di andamenti macroeconomici avversi”.

E nel breve periodo salirà ancora la disoccupazione. “Le condizioni dei mercati nell’eurozona – prosegue il bollettino – sono ulteriormente peggiorate negli ultimi trimestri a causa della debolezza dell’attività economica. Le basse aspettative emerse suggeriscono un ulteriore incremento della disoccupazione”.

Scenari incerti anche per Confindustria. “L’economia italiana resta in profonda recessione e non sono ancora netti i segnali di inversione del ciclo”. Lo dice il Centro studi degli industriali, secondo cui “l’incertezza rimane elevata”, non solo per lo scenario globale, ma anche per le prossime elezioni, visto che tra l’altro ”non e’ chiaro con quali norme si andra’ al voto”.

Ma dalla Banca d’Italia, arrivano segnali positivi. Nel bollettino di finanza pubblica si legge che a luglio il debito pubblico è sceso a 1.967 miliardi di euro, dal record di 1.972 miliardi toccato nel giugno scorso. Si tratta della prima flessione dal febbraio scorso, e riflette l’avanzo di cassa registrato nel mese, pari a 5 miliardi.

Nonostante ciò, la Bce invita i governi dell’area euro a farsi trovare pronti “ad attivare Efsf/ESm nel mercato obbligazionario in caso di circostante eccezionali nei mercati finanziari e di rischi per la stabilità finanziaria, nel rispetto di condizioni rigorose ed efficazi in conformità con le linee guida stabilite”.

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