Bond: come “Mefistofele” Draghi ha convinto Merkel e aggirato Bundesbank

Pubblicato il 4 ottobre 2012 12:18 | Ultimo aggiornamento: 4 ottobre 2012 12:18
mario draghi

Mario Draghi, quando in Germania era percepito come un tedesco, di più, un prussiano

ROMA – Mario Draghi ha deviato il corso della crisi europea, forse ne ha invertito il segno, a partire da quella breve, fatidica frase pronunciata a Londra il 26 luglio scorso: “Faremo tutto ciò che serve ((whatever it takes) per salvare l’euro”. In quel momento stava impegnando la Banca Centrale Europea al passo decisivo per scongiurare l’attacco a Spagna e Italia sul fronte del debito e la fuga inarrestabile degli investitori dai bond a rischio. In quel momento stava abiurando dal dogma tedesco: non si stampa moneta per sostenere l’economia. Uno scacco all’ortodossia rappresentata dalla Bundesbank che da quel momento, per la prima volta dalla nascita dell’euro, è finita in minoranza.

Il Wall Street Journal ha deciso di ripercorrere passo dopo passo la brillante manovra con cui Mario Draghi è riuscito ad aggirare l’ostinata resistenza del presidente della Bundesbank, Jens Weidmann. Un racconto appassionante dove il più tedesco fra gli italiani (“un prussiano” lo omaggiò Merkel) è riuscito a mettere all’angolo il giovane enfant prodige della finanza tedesca. Giovane analista alla banca centrale, a 37 anni, poco prima che la crisi deflagrasse, Weidmann è diventato il consigliere economico di Angela Merkel.  All’inizio del 2011 l’allora presidente della Buba contesta il largo uso nell’acquisto di bond dei paesi sofferenti: si dimette e lascia il suo posto libero per Weidmann, che continuerà dove quello ha terminato.

Ma allora, nonostante le perplessità, i pregiudizi sugli italiani (“l’inflazione per loro è un modo di vivere, come la pasta al pomodoro”), Draghi è ancora il custode dell’ortodossia che impedisce alla Bce di immettere liquidità per sostenere i titoli in sofferenza. A questo punto Draghi guida la Bce e Weidmann è co-pilota, quale rappresentante dell’azionista di maggioranza nella scuderia. Di acquisti di bond illimitati non se ne parla nemmeno, nonostante da tutto il mondo comincino a piovere consigli, inviti, perorazioni in questo senso. “Non vedete che i mercati puntano alla dissoluzione dell’euro, non capite che interessi al 7% sono una calamità insostenibile per i paesi coinvolti?”