Bce: “Salari più flessibili dove c’è scarsa competitività”

Pubblicato il 9 Settembre 2010 10:08 | Ultimo aggiornamento: 9 Settembre 2010 10:48

Nei prossimi mesi ”la ripresa dovrebbe procedere a un ritmo moderato a fronte di una perdurante incertezza”. Lo scrive la Banca centrale europea nel bollettino mensile, spiegando che i dati più recenti continuano, comunque, a ”indicare una dinamica di fondo positiva della ripresa”.

I Paesi che in passato hanno subito una perdita di competitività, o che soffrono di disavanzi di bilancio o commerciali elevati, dovrebbero adottare ”profonde riforme tese a potenziare la crescita della produttività”, suggerisce ancora la Bce, che nel bollettino mensile insiste sul mercato del lavoro: ”le misure dovrebbero assicurare che il processo di contrattazione dei salari ne consenta il flessibile e appropriato adeguamento alle condizioni di disoccupazione e alle perdite di competitività”.

Le banche, chiede l’istituto, devono dimostrarsi ”capaci di incrementare la disponibilità di credito” alle imprese quando queste aumenteranno la propria domanda di prestiti. I prestiti bancari, nota ancora la Bce, continuano a rivelare un andamento positivo nel caso delle famiglie, mentre quelli alle società non finanziarie restano negativi, anche se meno che in passato. Ove necessario le banche dovrebbero trattenere gli utili ed eventualmente ricorrere al mercato per rafforzare il proprio patrimonio.

Sulle prospettive di ripresa dell’area euro pesano alcuni rischi al ribasso: fra questi, scrive la Banca centrale europea, ”alcune incertezze sulle prospettive di crescita in altre economie avanzate e su scala mondiale”. Nei mesi scorsi si è riaffacciata, fra gli economisti, l’ipotesi che gli Usa possano avere una ricaduta nella recessione. Tuttavia la Bce non sembra dare molto peso a questo scenario: ”In prospettiva, dice il bollettino, l’economia statunitense dovrebbe continuare a crescere a ritmi moderati”, e la previsione è che ”il venir meno del sostegno offerto da fattori temporanei determini una lieve perdita di slancio nella seconda metà del 2010”.

Positiva la previsione per l’anno incorso: il 2010 ”si prospetta come un anno di svolta per le finanze pubbliche dell’area dell’euro”, ”dopo il brusco deterioramento nel 2009, ci si attende che il disavanzo pubblico complessivo dell’area euro registri una sostanziale stabilizzazione”.

Il mercato del lavoro nell’area euro ”non riesce a tenere il passo” della ripresa economica. Nel complesso, tuttavia, ”le aspettative per l’occupazione sono migliorate dai loro minimi, suggerendo che la disoccupazione non dovrebbe aumentare ulteriormente nei prossimi mesi” rispetto all’attuale 10%.

La Bce nota come il prodotto interno lordo dei Sedici abbia registrato ”un forte incremento sul periodo precedente, pari all’1,0% nel secondo trimestre del 2010, beneficiando della crescita in atto a livello mondiale, ma riflettendo in parte anche fattori interni di natura temporanea”. I dati recenti e gli ultimi risultati delle indagini congiunturali, dice la Bce, confermano, in generale, le attese di una moderazione nella seconda metà dell’anno sia su scala mondiale sia nell’area dell’euro.

Una valutazione che, si legge nel bollettino mensile, trova riscontro anche nelle migliorate proiezioni macroeconomiche per l’area dell’euro di settembre, formulate dagli esperti della Bce, che indicano una crescita annua del Pil in termini reali compresa tra l’1,4 e l’1,8% nel 2010 e tra lo 0,5 e il 2,3% nel 2011.

Le stesse proiezioni, anticipate dal presidente della Bce Jean-Claude Trichet la scorsa settimana, confermano un lieve aumento dell’inflazione rispetto all’1,6% di agosto: ”nel prosieguo dell’anno l’inflazione dovrebbe aumentare lievemente, pur mostrando una certa variabilita”’, dice la Bce, le cui ‘staff projections’ indicano un tasso annuo di inflazione armonizzata compreso tra l’1,5 e l’1,7% nel 2010 e tra l’1,2 e il 2,2% nel 2011