Bce, tassi invariati allo 0,5%. Mario Draghi: “Resteranno così a lungo”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 5 Settembre 2013 14:56 | Ultimo aggiornamento: 5 Settembre 2013 14:56
Bce, tassi invariati allo 0,5%. Mario Draghi: "Resteranno così a lungo"

Mario Draghi (Foto Lapresse)

FRANCOFORTE –  La Banca centrale europea tiene fermi i tassi di riferimento allo 0,50%, il tasso di interesse sulle operazioni di rifinanziamento marginale all’1% e quello sui depositi allo 0%. Le Borse europee hanno reagito bene alla notizia. Dopo un’apertura segnata dai timori della riduzione degli stimoli monetari da parte della Federal Reserve e di un conflitto in Siria nel pomeriggio le piazze europee hanno recuperato.

Il presidente della Bce, Mario Draghi, in conferenza stampa ha confermato un graduale miglioramento dell’Eurozona. “Gli ultimi dati confermano la crescita, ma la Bce manterrà una politica monetaria accomodante con tassi fermi o in calo per un periodo prolungato”, ha detto.

L’istituto di Francoforte ha alzato leggermente la sua stima per l‘inflazione dell’Eurozona nel 2013, ora a 1,5% dal precedente 1,4%. L’inflazione nel 2014 continua ad essere stimata all’1,3%. Le stime di crescita sono viste al rialzo per il 2013, con un Pil ora atteso in calo dello 0,4% quest’anno dal precedente -0,6%. Pil atteso in rialzo dell’1% il prossimo, contro il +1,1% dello scorso giugno.

Sul fronte italiano è tornato a parlare di uscita dalla recessione il ministro dell’Economia Fabrizio Saccomanni: “Ne stiamo uscendo”, ha detto a margine del G20. “Credo che conviene fare chiarezza, il processo di ripresa è in corso, recenti dati che sono stati pubblicati dall’Ocse sono di valenza retroattiva, estrapolano i dati del primo e secondo trimestre dell’anno che sono stati negativi. Abbiamo molti altri segnali di naturale congiunturale e di fonte fiscale che confermano che la ripresa è in corso, da questo punto di vista noi portandoci dietro debolezze strutturale stiamo uscendo dalla fase di recessione. Certo, l’incertezza politica è un fattore negativo dal punto di vista della ripresa della fiducia sulla capacità di crescita”.