Bending Spoons, l’azienda italiana scelta dal governo per realizzare la app Immuni

di redazione Blitz
Pubblicato il 17 Aprile 2020 12:55 | Ultimo aggiornamento: 17 Aprile 2020 12:56
Bending Spoons, l'azienda italiana scelta dal governo per realizzare la app Immuni

Bending Spoons, l’azienda italiana scelta dal governo per realizzare la app Immuni (Nella foto Ansa i fondatori)

MILANO – Si chiama Bending Spoons, la software house milanese scelta dal governo italiano per realizzare l’app Immuni, con la quale si tracceranno gli spostamenti dei contagiati dal coronavirus. L’impresa, tutta italiana, è stata fondata nel 2013 da cinque soci, allora under 30 e figura al numero uno in Europa per lo sviluppo di App per iPhone e tra le prime dieci al mondo per download. 

La sede iniziale era a Copenaghen, ma già nel 2014 è stata spostata a Milano dove è rimasta da allora. Una scelta precisa, affermano, fatta “per assemblare una squadra d’eccellenza e per dare ai tanti talenti in fuga dal nostro Paese un motivo per restare, e per dimostrare che non serve essere in Silicon Valley per costruire un’azienda vincente su scala globale. Quello che conta davvero è una strategia intelligente, le persone giuste e tanto, tanto lavoro”.

Bending Spoons, che ha gli uffici nella modaiola Corso Como, nei pressi del distretto di Porta Nuova, sviluppa app utilizzate da milioni di persone in tutto il mondo. Una dozzina di app, oltre 200 milioni di download complessivi, 270.000 nuovi utenti al giorno e 45,5 milioni di fatturato nel 2018, frutto del lavoro di un team internazionale composto da oltre 150 persone.

“In un mercato come quello delle app, in crescita esponenziale ma al tempo stesso altamente competitivo – spiegano – ci siamo differenziati scommettendo su un portfolio di titoli diversi tra loro (wellness e fitness, ritocco di foto, montaggio di video, sicurezza informatica, intrattenimento) ma tutti caratterizzati dall’avere bacini di utenza massivi e globali”.

Una scelta in controtendenza rispetto ad altri big player che invece si concentrano su un’unica app o un gruppo di app collegate. “Questa strategia – aggiungono – ci permette di sfruttare economie di scala e di allocare in maniera flessibile i capitali (ad esempio quelli che investiamo in promozione) e le persone (ad esempio gli ingegneri che sviluppano i nostri prodotti)”.

Tra le app realizzate dalla software house vi sono Playond (Giochi), 30 Day Fitness (personal trainer), Splice (video editing), Yoga Wave, Live Quiz, Sleep (per favorire il sonno).

Per reclutare il proprio team, dipendenti con un’età media di 28 anni, la società ha valutato oltre 40.000 candidature, selezionando laureati a pieni voti spesos provenienti da aziende o istituti tra cui Google, Apple, McKinsey e il Cern. “Abbiamo ottenuto ottimi risultati – affermano – ma il nostro obiettivo è di diventare gli indiscussi numeri uno al mondo nello sviluppo e nel marketing di app”.

I cinque fondatori sono: Luca Ferrari, classe 1985, amministratore delegato, due lauree magistrali in Ingegneria Elettronica a Padova e in Ingegneria delle Telecomunicazioni a Copenaghen, un’esperienza alla McKinsey.

Francesco Patarnello, anche lui 1985 e due lauree in ingegneria, imprenditore dal 2010, per la sua prima startup ha raccolto finanziamenti per oltre un milione di euro. Si occupa di marketing.

Matteo Danieli, del 1984, doppia laurea in ingegneria ed esperienza in Nokia, attivo sulle infrastrutture server, sul design di prodotti e in ambito monetizzazione.

Luca Querella è il super hacker di Bending Spoons, con lauree in Informatica e in Ingegneria informatica, esperienza in diverse startup e dedito all’architettura del software e di programmazione iOS. A 13 anni, riporta la sua scheda, ha assemblato una server farm nel bagno dei genitori.

Tomasz Greber, nato nel 1984, ha oltre 15 anni di esperienza nel campo del digital design, e ora si occupa di sviluppo di prodotti, prototipazione e design d’interfaccia mobile, di marketing e di produzione del contenuto. (Fonte: Agi)