“Bene gli 80 euro, ma senza riforme addio crescita”: Visco, Banca d’Italia

di redazione Blitz
Pubblicato il 30 Maggio 2014 11:43 | Ultimo aggiornamento: 30 Maggio 2014 11:43
"Bene gli 80 euro, ma senza riforme addio crescita": Visco, Banca d'Italia

“Bene gli 80 euro, ma senza riforme addio crescita”: Visco, Banca d’Italia

ROMA – “Bene gli 80 euro, ma senza riforme addio crescita”: Visco, Banca d’Italia. Erosione dei risparmi e incertezza sui redditi graveranno sui consumi e questi ”potranno trarre beneficio dagli sgravi fiscali di recente approvazione”, come il bonus da 80 euro, anche se ”non diventeranno forza trainante di ripresa senza un duraturo aumento dell’occupazione”. Così Ignazio Visco nelle considerazioni finali della Banca d’Italia sintetizza il momento economico italiano alle prese con una crescita il cui processo di consolidamento non sarà “né facile né breve”.

Crescita (dei consumi, dell’occupazione) e rigore vanno perseguiti insieme, l’una non esclude l’altro. Un messaggio a Matteo Renzi con la consapevolezza che sia arrivato anche il turno delle istituzioni Ue: “cui si richiedono politiche che conferiscano robustezza alla costruzione, ma che sappiano anche rispondere alle sfide del tempo”.

Perso un milione di posti di lavoro nel 2013. La recessione, osserva Visco, “si è riflessa pesantemente sul numero degli occupati e quindi sui redditi delle famiglie”. La perdita di oltre un milione di posti di lavoro al 2013, precisa inoltre, si è verificata quasi interamente nell’industria ed “è anche diminuito il numero medio di ore lavorate”. Il governatore ricorda poi che “il tasso di disoccupazione è più che raddoppiato rispetto al minimo toccato nel 2007 al 12,7% dello scorso marzo”.

Banche. Più liquidità alle banche e quindi maggiore concessione di credito alle Pmi. Questo l’obiettivo delle misure elaborate dalla Banca d’Italia e concordate con la Bce in arrivo nelle prossime settimane che prevedono l’utilizzo anche delle linee di credito in conto corrente (fenomeno italiano) da parte delle banche per rifinanziarsi alla Bce. Le banche italiane hanno realizzato dal 2008 al 2013 aumenti di capitale e autofinanziamento per 60 miliardi di euro con un “rafforzamento che è ancora in corso” e tutto con risorse private. “Nei primi cinque mesi di quest’anno dieci gruppi bancari hanno effettuato o annunciato aumento di capitale per 11 miliardi”. Il supporto pubblico alle banche, ha ricordato, è stato “molto contenuto” e ha “generato cospicui guadagni netti per lo Stato”.

Ignazio Visco torna a chiedere il rafforzamento della separazione fra fondazione e banche “non consentendo il passaggio di vertici dell’una agli organi dell’altro” e “estendendo il divieto di controllo ai casi in cui esso è esercitato di fatto, anche congiuntamente con altri azionisti”.