Distributori comunali e no logo: ecco dove comprare la benzina a basso prezzo

Pubblicato il 3 settembre 2012 11:27 | Ultimo aggiornamento: 3 settembre 2012 12:16
Sconto Benzina

(LaPresse)

ROMA –  Risparmio dai 5 ai 12 centesimi al litro sulla benzina. Questa l’offerta dei distributori no logo e dei primi distributori comunali. Dopo la fine degli scontoni di Eni, Esso e le altre grandi compagnie petrolifere, l’automoblista si ritrova a fare i conti con la benzina che ha raggiunto i 2 euro al litro ed il gasolio che ha superato gli 1,8 euro al litro. Le “pompe bianche”, stazioni di servizio indipendenti dalle grandi compagnie, cercano di “tamponare” l’emergenza benzina con i loro prezzi “low cost”.

POMPE BIANCHE – Nel 2011 delle 25mila stazioni di servizio italiane ben 1.750  erano pompe bianche, cioè il 7% dei distributori presenti sul territorio. Ma il numero di stazioni no logo è destinato ad aumentare del 15%, grazie al decreto di liberalizzazioni del governo di Mario Monti. La Federconsumatori comunque avverte: “Non tutte sono davvero “bianche” e non tutte sono convenienti. La maggior parte appartiene a piccole catene (marchi come Mirina, Beyfin, Ies, Energia Siciliana ecc., ndr ) che non hanno interesse a proporre sconti esagerati. Altro discorso le pompe “no logo”, circa 400 in Italia, comprese quelle della grande distribuzione marcata Carrefour, Conad e Auchan. Queste offrono prezzi più convenienti”.

DISTRIBUTORI COMUNALI –  Anche i Comuni sono corsi al riparo. Pollica, in provincia di Salerno, Cortino, provincia di Teramo, e Pizzoferato, in provincia di Chieti, hanno aperte le loro stazioni di servizio low cost. I Comuni acquistano il carburante e poi lo rivendono al dettaglio con rincari che servono a coprire i costi di gestione. Risultato? Benzina e diesel sono venduti ad un prezzo inferiore tra i 5 e 12 centesimi al litro, ma solo ai residenti del comune in questione.

“STATO TAGLI LE ACCISE”– Il mercato del carburante nel 2011 ha visto una diminuzione del volume di affari del 10%, passando da 33 a 30 miliardi di euro. Per questo motivo la Federconsumatori chiede un taglio delle accise come quello eseguito in Francia, dove il prezzo del carburante è stato ridotto di 6 centesimi al litro: 3 pagati dallo Stato e 3 dalle compagnie petrolifere. un taglio che comporterebbe un risparmio annuo, secondo Federconsumatori, di 72 euro per i costi diretti e 59 euro per quelli indiretti.

Franco Ferrari Aggradi, presidente di Assopetroli, invece si chiede: “Pompe bianche sono quelle di tutti gli operatori indipendenti che non espongono il marchio della compagnia petrolifera. Operatori liberi di comprare i carburanti da chi vogliono e di vendere senza dover applicare prezzi imposti. Ma al di là di questa distinzione, il problema dei distributori in Italia è che, in proporzione, sono troppi rispetto agli altri Paesi. I volumi di carburante sono inferiori anche della metà, ma i costi fissi sono identici. E non dimentichiamo che in Italia accise e Iva pesano per il 60% del prezzo. Ciò significa che, a parità di prezzo, il margine degli operatori è minimo: parliamo di 15 centesimi/litro al lordo di sconti e promozioni. Quanto si può tagliare ancora?”.

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