Economia

Benzina: rialzi a misura di esodo, verde oltre 1,4 euro. Più 4,4% rispetto al 2009

Ondata di rialzi per la benzina a ridosso del weekend. Le famiglie che si preparano all’esodo di agosto devono cosi’ mettere in conto un esborso per il carburante dell’auto nettamente superiore a quello sostenuto lo scorso anno: con la verde oltre 1,4 euro un pieno costerà infatti più di 70 euro, con un aggravio del 4,4% rispetto ai 67 euro dell’agosto 2009.

A mettere mano ai listini, dopo molti giorni di tranquillità, sono stati oggi tre marchi attivi sulla rete di distribuzione italiana. In tutti e tre i casi, secondo le rilevazioni della Staffetta Quotidiana, i rincari sono stati di 1 centesimo al litro, sia per la verde che per il diesel.

Esso (che intanto lancia una promozione con sconti al self service notturno) ha portato la benzina a 1,408 euro e il gasolio a 1,255 euro; Q8 ha aumentato i due prezzi rispettivamente a 1,404 e 1,255 euro; Tamoil, infine, svetta in testa alla classifica con la verde a quota 1,409 euro e il gasolio a 1,259 euro.

I rialzi di oggi fanno così volare la benzina oltre la soglia di 1,4 euro al litro. Si tratta di un prezzo sensibilmente superiore a quello in vigore il 5 agosto dello scorso anno quando, considerando il prezzo massimo che era all’epoca quello di Shell, per un litro di verde si pagavano 1,349 euro e per uno di diesel 1,169. Per un pieno di verde, dunque, oggi si spendono oltre 70 euro, contro i 67 del 2009; per una macchina diesel ci vogliono invece circa 63 euro, contro i poco piu’ di 58 dell’agosto 2009.

Una ‘sorpresa’ al distributore che certamente non farà piacere neanche ai tanti turisti europei che ad agosto tradizionalmente trascorrono le vacanze in Italia: secondo l’ultima rilevazione del ministero dello Sviluppo economico, l’Italia è nona nella classifica dei prezzi della Ue27.

Sugli aumenti intervengono subito le associazioni dei consumatori, che da anni tengono d’occhio il settore in particolare in vista dei grandi spostamenti delle vacanze. Rosario Trefiletti (Federconsumatori) ribadisce che sul prezzo italiano ”ci sono sempre 6/7 centesimi in più che non ci dovrebbero essere” e che i listini dovrebbero scendere ”viste anche le variazioni euro/dollaro”.

L’unica soluzione, ribadisce, è accelerare le misure previste dalla riforma della rete di distribuzione su cui sta lavorando il ministero dello Sviluppo economico.

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