Benzinai, primo atto del buon governo: rinunciare alla fattura anti evasione

di Lucio Fero
Pubblicato il 26 giugno 2018 9:18 | Ultimo aggiornamento: 26 giugno 2018 9:18
Benzinai, ecco il primo atto del buon governo: rinunciare alla fattura anti evasione

Benzinai, primo atto del buon governo: rinunciare alla fattura anti evasione (foto d’archivio Ansa)

ROMA- Benzinai, sono i benzinai i primi destinatari di quello che di fatto è il primo atto di buon governo [App di Blitzquotidiano, gratis, clicca qui,- Ladyblitz clicca qui –Cronaca Oggi, App on Google Play]. Atto e non chiacchiera. Azione concreta sulla quale Luigi Di Maio ha messo l’impegno, la faccia, la firma. Il primo atto concreto in materia economica e sociale del governo del Cambiamento è…che tra benzinai e Iva tutto resta come prima.

E non è che prima, un prima che continua e si prolunga, tra benzinai e Iva le cose fossero, come dire, perfette. Senza voler essere troppo pignoli tra fatture e consumi non c’era proprio coincidenza. Prima, cioè oggi e ancora e ancora, giravano e girano rimborsi di Iva pagata solo sulla carta di fatture non di rado di fantasia. Spiccioli? Non proprio: centinaia di milioni se non di più. A dire miliardo non si sbaglia.

Quindi si era pensato all’ovvio: fattura elettronica al posto di quella cartacea. Con la fattura elettronica non si imbroglia, non si può. Con la fattura elettronica non ci si sbaglia. Con la fattura elettronica è tutto tracciabile. E nessuno ovviamente ha avuto la faccia tosta di sostenere il contrario.

Solo che i benzinai, come era ed è capitato a tutte le categorie invitate a rendere tracciabili le transazioni, hanno detto che sì, insomma, calma. L’idea della fattura elettronica non la rifiutiamo, però dobbiamo imparare come si fa, la tecnica, mica vogliamo obbligare i benzinai a diventare esperti elettronici? Quindi fattura elettronica sì, ma rinviare, rinviare, rinviare. (Guarda caso lo stesso schema di gioco dei commercianti riguardo ai Pos o dei professionisti in studio riguardo ai pagamenti tracciabili).

Nonostante non sia facilissimo comprendere quale ardua qualificazione professionale comporti rilasciare una fattura elettronica, i benzinai avevano ottenuto rinvii e documentazione e istruzione. Ma quando è arrivata la scadenza del rinvio (la fattura elettronica doveva partire dal primo di luglio) hanno gridato all’emergenza che opprime e hanno proclamato sciopero contro la fattura elettronica.

Il grido di dolore è stato raccolto da Di Maio in persona. Ed ecco che la fattura elettronica slitta, forse, molto forse al primo gennaio 2019. Molto forse perché Di Maio ha precisato che la fattura elettronica arriverà “quando la categoria sarà pronta”. Anno del mai, giorno del poi? Poi Di Maio ha spiegato orgoglioso che lui i benzinai li ha salvati dal ruolo di “cavie” della fattura elettronica. Riconoscenti e soddisfatti, quasi commossi i benzinai hanno revocato lo sciopero.

I benzinai hanno fatto e fanno il loro, più o meno come ogni categoria. Quel che vale la pena di rilevare è che il primo atto concreto del governo del Cambiamento è stato evitare e rimandare sine die un cambiamento. E il primo atto di buon governo con consenso della categoria interessata è stato il vaderetro alla fattura anti evasione dell’Iva. Non male.