Bill Gates è di nuovo l’uomo più ricco del mondo (superato Jeff Bezos)

di Redazione Blitz
Pubblicato il 16 Novembre 2019 16:17 | Ultimo aggiornamento: 16 Novembre 2019 16:17
Bill Gates, Ansa

Bill Gates (foto d’archivio Ansa)

ROMA – Bill Gates riconquista il titolo di uomo più ricco del mondo, strappandolo al patron di Amazon Jeff Bezos. Secondo l’indice dei miliardari di Bloomberg, infatti, il fondatore di Microsoft vale 110 miliardi di dollari contro i 108,7 dell’altro. Al terzo posto si piazza Bernard Anault, il proprietario del marchio del lusso Lvmh, con un patrimonio da 102,7 miliardi di dollari. 

Bill Gates: “I libri sono obsoleti”.

I libri di testo cartacei a cui tutti siamo ancora abituati sono ormai obsoleti e andrebbero sostituiti con sistemi digitali in grado di valutare ‘in tempo reale’ l’apprendimento. Parola di Bill e Melinda Gates, che hanno dedicato all’argomento un paragrafo della lettera che ogni anno pubblicano sul sito della loro fondazione.

“Ho letto molto di più dei libri di testo che dovevo – scrive il fondatore di Microsoft – ma è un modo molto limitato di imparare qualcosa. Anche il testo migliore non può capire quali concetti ha appreso il lettore e per quali ha bisogno di un maggiore aiuto”.

Un esempio concreto, aggiunge Gates, è lo studio dell’algebra. “Invece di limitarsi a leggere un capitolo su come si risolvono le equazioni si può studiare un testo online, guardare un video super coinvolgente che mostra come si fanno e fare un gioco che rinforza i concetti. Quindi si possono risolvere alcuni problemi online e un software può creare nuovi quiz sulle parti che non si sono capite bene”.

Il passaggio al digitale, aggiunge Melinda Gates, abbassa anche i costi, permettendo di raggiungere un maggior numero di studenti. “Uno studio – sottolinea – ha trovato che utilizzare software libero può far risparmiare ad uno studente universitario da 66 a 121 dollari a corso. In un anno accademico può voler dire un risparmio di 1000 dollari, che possono fare la differenza tra continuare a studiare o abbandonare gli studi”.

Fonte: Ansa.