Bini Smaghi lascia la Bce. Per Harvard o per Monti?

Di Daniela Lauria
Pubblicato il 10 Novembre 2011 19:12 | Ultimo aggiornamento: 10 Novembre 2011 19:21

FRANCOFORTE – Lorenzo Bini Smaghi ha lasciato la Bce. Bini Smaghi se n’è andato nel giorno in cui si è fatto il suo nome come possibile ministro in un eventuale governo di Mario Monti. A congedarlo è stato il neopresidente della Bce Mario Draghi che lo ha “caldamente” ringraziato per il suo contributo “eccezionale” non solo sul fronte decisionale ma anche nella difesa dell’indipendenza della Bce. L’ex consigliere esecutivo della Bce ufficialmente lascia per andare ad insegnare ad Harvard.

Felice di apprendere la notizia anche il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, che ha detto:  ”Bini Smaghi ha dato limpida conferma del suo attaccamento al principio e al valore dell’indipendenza della Banca Centrale Europea. Desidero esprimere l’apprezzamento del paese per il senso di responsabilità e di lealtà anche verso l’Italia che si esprime in questo suo gesto”. Bini Smaghi ha lasciato prima della scadenza del suo mandato, fissata per il 31 maggio 2013. Ora andrà al Centro affari internazionali dell’Università di Harvard, a partire dal 1 gennaio 2012.

Bini Smaghi era da tempo al centro di un conflitto diplomatico tra Italia e Francia. Con l’uscita dell’ultimo presidente, il francese Jean-Claude Trichet, e la nomina del nostrano Mario Draghi si era creata una situazione insolita, per quanto formalmente non irregolare: tra i sei massimi dirigenti della Banca Centrale Europea c’erano ben due italiani e nessun francese. Per questo motivo il comunicato ufficiale della Banca Centrale Europea ha fatto tirare un sospiro di sollievo.

La Francia, che da tempo chiedeva le dimissioni dell’economista  per fare spazio a un suo rappresentante nel board, non aveva di fatto nessun potere concreto per rimpiazzare Bini Smaghi o costringerlo a fare un passo indietro. Bando agli equilibri internazionali, Bini Smaghi sosteneva che la Banca Centrale Europea dovrebbe restare un istituto autonomo dalle istituzioni politiche nazionali. E per questo continuava a rifiutare di dimettersi.

Per questa ragione, a un certo punto dello stallo una soluzione era sembrata la nomina dello stesso Bini Smaghi a governatore della Banca d’Italia. In seguito alla complicata trattativa tra il premier Silvio Berlusconi, il ministro dell’Economia Giulio Tremonti e il leader della Lega Umberto Bossi, il governo ha infine scelto Ignazio Visco come numero uno di via Nazionale. Dunque, il nodo sulla posizione di Bini Smaghi restava da sciogliere e finalmente sembra essersi risolto.