Bitcoin: 100 dollari messi nel 2013 oggi son 112mila. Non ci indurre in tentazione

di Alessandro Camilli
Pubblicato il 11 dicembre 2017 10:18 | Ultimo aggiornamento: 11 dicembre 2017 10:18
bitcoin-ansa

Il boom senza freni del bitcoin (foto d’archivio Ansa)

ROMA – Bitcoin, alla prima uscita dei future (alla grossa strumento finanziario con il quale scommetti sul valore futuro di un’entità finanziaria appunto) il bitcoin è stato inizialmente prezzato a 18 mila dollari. Appena prima del week end ondeggiava sui 15 mila. Ma non è solo questa la prestazione straordinaria della moneta virtuale detta bitcoin.

Nell’ultimo mese (prima dei future) il bitcoin è salito del 107 per cento. Da gennaio di quest’anno è cresciuto in valore del 1.450 per cento. In tre anni l’incremento è stato del 4.150 per cento. In cinque anni del 112.000 per cento. Cioè cento dollari messi in bitcoin nel 2.013 oggi valgono (in teoria) 112mila dollari.

In teoria, ma in teoria fino a un certo punto. Certo, con il bitcoin non vai a pagarti la spesa al supermarket e neanche ci puoi pagare l’affitto o comprarti lo smartphone o pagare il mutuo. Però con il bitcoin qualche minima merce o servizio li compri. Ma non è questo il punto, non oggi almeno. Oggi con il bitcoin compri soldi, soprattutto soldi. Vendi bitcoin dopo averli comprati e ci fai, qui e oggi, soldi. Tanti come dicono le quotazioni. Insomma oggi il bitcoin è la più classica, piena e remunerativa delle speculazioni finanziarie.

Al bitcoin si prova ad aggiungere una veste un po’ posticcia di moneta anti sistema. Ma son baffi finti. Si prova a dire che il bello e il buono del bitcoin è che è una moneta libera, libera dalla banche centrali. E quindi con azzardo si ammicca a che sia una moneta…della gente. Al bitcoin si prova, con qualche ambiguità, ad attribuire altro valore…libertario. Consente transazioni rigorosamente sfuggenti agli occhiuti e tassanti Stati. Non solo, il bitcoin qualcuno dice è moneta giovane, le altre sono anziane. Una sorta di motivetto alla Celentano che dichiara questo è rock e questo no…

Chiacchiere, la sostanza è che oggi con il bitcoin, se rischi e azzardi con il bitcoin, oggi ci puoi fare un sacco di soldi. E quindi il bitcoin induce in tentazione, eccome se induce. Come ha spiegato Papa Francesco, il Padre Nostro non induce in tentazione perché questo, indurre in tentazione, non lo fa chi ha natura ed indole buone. Il bitcoin invece induce, con quelle quotazioni che si ritrova, in quasi incontinente tentazione.

Ci sono un sacco di soldi, proprio tanti, sul pianeta che da tempo non sanno e cercano come guadagnare e fare profitto dall’essere soldi. Se investi in azioni e obbligazioni nel migliore dei casi guadagni percentuali tra lo 0,5  e il 3 per cento reali. Spesso non guadagni proprio. Comunque il denaro in tasca a tanta parte del pianeta (Italia compresa, anzi nel gruppo di testa nonostante i pubblici piagnistei) vuole di più, molto di più. Vuole rendimenti che volino e non galleggino.

E il bitcoin è la tentazione ideale, qui e oggi. Con un solo però, il però che è quello di tutte le tentazioni irresistibili. Il troppo bello per essere del tutto vero. Il baco nel miracolo lucente del bitcoin è la sua liquidità. Cioè la possibilità di trasformare bitcoin in dollari, euro, sterline, yen. Qui e oggi la possibilità c’è e a cifre da botta di fortuna. Ma questa possibilità di convertire bitcoin in moneta non virtuale è volatile. Oggi c’è, domani magari i bitcoin li potrai scambiare alla metà del valore. Oppure ancora più giù o più su. Oppure non li potrai scambiare per nulla, saranno illiquidi e ci potrai fare gli origami a casa.

O neanche quelli perché il bitcoin non è di carta, è in ogni dove e in nessun luogo, appunto.