Bitcoin, dove pagare in Italia: ecco la mappa di chi accetta la moneta virtuale

di Veronica Nicosia
Pubblicato il 11 febbraio 2014 4:00 | Ultimo aggiornamento: 11 febbraio 2014 8:06
Bitcoin, dove pagara in Italia: ecco la mappa di chi accetta la moneta virtuale

Bitcoin, dove pagara in Italia: ecco la mappa di chi accetta la moneta virtuale

ROMA – Hai i tuoi bitcoin conquistati con “sudore”, ma dove puoi spenderli in Italia? La moneta virtuale nata negli Stati Uniti prende piede nel mondo. Il primo bancomat è stato installato a Helsinki, ma anche in Italia dal Veneto e la Lombardia a Roma e la Sicilia alcuni negozi aprono ai bitcoin.

Ad accettare la moneta virtuale sono soprattutto alberghi e bed&breakfast, ma non mancano ad esempio a Roma studi di design e architettura, prestazioni sanitarie come consulenze psicologiche, ristoranti e anche librerie. La mappa completa degli esercizi commerciali che accettano bitcoin la traccia il sito CoinMap.orgche indica indirizzi, numeri di telefono e siti web di tutti i negozi nel mondo.

Proprio studiando la mappa si vede che nella Capitale sono 15 le attività che accettano la criptovaluta, 17 in totale nel Lazio con altri due esercizi a Fiano Romano e nella provincia di Viterbo. Sono 28 invece i negozi reali che accettano la moneta virtuale tra Torino e Milano e 24 tra le province di Verona, Trento e Venezia. 

Al sud invece il “primato” va alla Sicilia, con attività commerciali che accettano bitcoin senza batter ciglio, contro le appena  tre rispettivamente in Calabria e in Puglia, 6 nella provincia di Napoli e 5 in Abruzzo vicino L’Aquila. Ben 15 invece nella provincia di Bologna.

Secondo il sito Bitnodes, che traccia il numero di transazioni in bitcoin che passano dai nodi della rete, l’Italia è al decimo posto in una classifica che vede in cima gli Stati Uniti seguiti da Russia, Germania, Cina, Regno Unito, Canada, Olanda, Francia e Australia.

Alessandro Longoni, 25 anni anni di ci gli ultimi quattro passati in Olanda come consulente nel settore dei servizi a pagamento presso Innopay e membro del direttivo di Cashlessway, spiega all’Ansa:

“Attualmente sui bitcoin si fa speculazione e in futuro non è facile prevedere cosa accadrà. Una spinta alla diffusione del nostro paese e non solo potrebbe arrivare dagli immigrati. Il protocollo bitcoin, infatti, permette di fare rimesse di denaro ai familiari che vivono in altri paesi, come servizi analoghi e molto popolari. Ma a differenza di questi si risparmia perché non si paga l’intermediazione. Con i bitcoin il costo è zero e il trasferimento di moneta è immediato”.

I bitcoin si diffondono e sfuggono ad ogni tipo di regolamentazione di mercato, spenderli diviene più facile, anche nel Bel Paese, tanto che questa moneta sembra sempre meno virtuale.