Truffe ai comuni di Messina e Taormina: clausole nascoste nei contratti, Bnl nei guai

Pubblicato il 12 Maggio 2011 10:25 | Ultimo aggiornamento: 12 Maggio 2011 10:25

MESSINA – L’accusa è quella di aver truffato i comuni di Messina e Taormina: per questo la Guardia di Finanza ha sequestrato oltre 17 milioni di euro alla Bnl. Secondo le indagini, nei contratti stipulati dal 2002 al 2007, erano inserite, sostengono i magistrati, ”clausole occulte che non erano state spiegate ai funzionari comunali”. L’amministrazione di Giardini Naxos avrebbe poi risolto con una transazione mentre gli altri due comuni hanno denunciato la truffa.

Secondo gli investigatori, poi, gli enti pubblici avrebbero firmato i contratti convinti di ottenere benefici economici per le loro finanze invece, sempre secondo l’accusa, operazioni, che dovevano essere di copertura rischio, sono risultate vere e proprie speculazioni estranee alle finalità dell’ente.

Indagati per truffa aggravata, oltre alla stessa Bnl come soggetto giuridico, anche due dirigenti dell’istituto di credito, il responsabile della Direzione generale di Roma del settore Pubblica amministrazione, Giuseppe Pignataro, 53 anni, e il dirigente della Divisione Corporate, Roberto Antolini, 48 anni, e sei funzionari della filiale: Vincenzo Di Benedetto, 52 anni, di Malvagna (Messina); Fabio Cacia, 41 anni, di Catania; Angelo Squadrito, 53 anni, di Messina; Fabio Gallo, 43 anni, di Pescara; Carmelo Spina, 61 anni, di Sant’Alfio (Catania) ed Edoardo Catalano, 51 anni, di Napoli.

Il danno per il Comune di Messina, sarebbe stato di ben 23 milioni di euro ed è derivato dal pagamento di alte commissioni e tassi elevati.